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17 gennaio

17 Gennaio 2026

Oggi, ma nel 1954, a Buenos Aires, nella seconda edizione del Gran premio d’Argentina di formula 1, l’asso di Balcarce con origine abruzzese Juan Manuel Fangio, di 43 anni, al volante della Maserati 250 F, s’aggiudicava per la prima volta la gara casalinga, spodestando il veterano “Nino” Farina su Ferrari 625 che tagliava il traguardo per secondo, e ponendo le basi per agguantare il suo secondo titolo iridato dopo quello incassato il 28 ottobre ’51 su Alfa Romeo 159. Dopo 87 giri di pista, pari a 340 chilometri affrontati sotto la pioggia, riusciva ad avere la meglio su Farina che a 47 anni batteva comunque il record di pilota con partenza in pole position più anziano del Circus.

“El Chueco”, così sopranominato per la sua caratteristica camminata a gambe storte, era passato alla Daimler-Benz, precisamente a spingere l’acceleratore della monoposto tedesca con carena argentata Mercedes W 196, ma trionfava nella prima prova delle 9 previste nel calendario del mondiale della massima divisione motoristica a quattro ruote -con termine il 24 ottobre successivo, a Barcellona, sul tracciato di Pedralbes- guidando il bolide della casa fondata a Bologna, l’1 dicembre 1914, da Alfieri Maserati. Intrapresa che era stata possibile grazie al contributo, non relativo, del “marchese volante” di Castellammare Adriatico, ma pennese d’adozione, Diego De Sterlich Aliprandi, driver della squadra corse della Diatto e grande appassionato di vetture da competizione.

Poi, dal 1939, la sede del team col simbolo del tridente era stata spostata a Modena per il subentro, nel ’37, degli imprenditori dell’acciaio Adolfo ed Omar Orsi, di Sant’Agnese modenese, che, a partire dall’inizio del 1947, aveva liquidato i tre fratelli Ernesto, Bindo ed Ettore Maserati - il brillante Alfieri era morto, a soli 45 anni, il 3 marzo 1932, per infezione ai reni dopo averne avuto uno asportato chirurgicamente in seguito all’incidente occorsogli, alla guida della Maserati Tipo 26 B, l’8 maggio 1927, durante la terza “Coppa Vinci” di Messina in Sicilia - dopo averli tenuti come consulenti per dieci anni, che proprio in quel ’47 avevano a loro volta fondato la Osca, acronimo di Officine specializzate costruzioni automobili, a San Lazzaro di Savena.

Il mondiale ’54 di Formula 1 cominciava anche con la grande innovazione dell’avvento dei motori da 2.500 centimetri cubici di cilindrata aspirati. Per evitare di perdere preziosi punti personali in classifica piloti Fangio (nella foto, particolare, intento ad abbracciare il connazionale José Froilán González dopo la morte del loro giovane compagno di squadra in Maserati Onofre Marimon, altro argentino, che era anche allievo dello stesso Fangio, nello scontro durante le prove del Gp di Germania, alla curva Breidscheid del Nürburgring, il 31 luglio 1954), nel traslocare nel reparto corse delle frecce d’argento di Stoccarda, aveva previsto contrattualmente di poter disputare sia il cimento argentino che il terzo seguente, il Gran premio del Belgio sul circuito di Spa-Francorchamps, del 20 giugno di quel 1954, proprio con la Maserati. E anche in quel frangente salirà sul gradino più alto del podio, prima di debuttare in Francia, a Reims, il 4 luglio, sui siluri contrassegnati dalla stella a tre punte preparati dagli eredi di Karl Benz e Gottlieb Daimmler.