3 marzo

Oggi, ma nel 1977, a Calci di Pisa, l’Hercules C-130 “Vega-10” della 46ª aerobrigata dell’Aeronautica tricolore, nel “battesimo dell’aria” dei 38 cadetti della prima classe del corso “Invicti” 1976-1980 dell’Accademia navale di Livorno, precipitava alle pendici del Monte Serra, di 917 metri, e nello schianto, verosimilmente per la nebbia, morivano 44 militari. Il cargo quadrimotore era decollato alle 15 dall’aeroporto di San Giusto. Tra le vittime, sulla propaggine montuosa Punta San Bernardo di Passo Prato Ceragiola, oltre agli aspiranti guardiamarina, vi erano anche l’ufficiale accompagnatore, il tenente di vascello Emilio Attramini, e 5 componenti l’equipaggio del velivolo, tutti componenti dell’Arma azzurra.
Ovvero: il maggiore Massimo Proietti, che era il pilota, il capitano Simone Murri, il sottotenente Paolo Casella, il maresciallo Antonio Semplici, il sergente maggiore Silvio Pieretti. Il volo d’orientamento sarebbe dovuto servire per far fare pratica ai giovani, tutti tra i 18 e i 20 anni, in vista dei lanci d’addestramento col paracadute. Il mezzo si spezzava in tre tronconi dopo appena 5 minuti in aria e prendeva fuoco per il carico di cherosene avio. Ai funerali, che si terranno due giorni dopo, il 5 marzo, a Livorno, nella piazza d’armi col brigantino interrato “Alfredo Cappellini” della già menzionata Accademia navale, saranno presenti 20mila persone, oltre al presidente della Repubblica Giovanni Leone (nella foto, particolare, dall’archivio storico della Marina militare).
Gli sventurati accademisti del corpo dello Stato maggiore erano: Salvatore Caputo, Giuseppe D’Alì, Sandro De Angelis, Vincenzo Gaglio, Giovanni Gastaldi, Antonio Giallonardi, Claudio Giordano, Lorano Gnata, Paolo Lamina, Maurizio Lucibello, Stefano Maranci, Massimo Marchiano, Fedele Marrano, Giorgio Marzocchi, Silvio Massacesi, Carlo Mastrocinque, Giovanni Memoli, Miguel Angel Mekinez, Giuseppe Minelli, Alessio Musolino, Luca Nassi, Alessandro Perazzolo, Alberto Pispero, Giancarlo Poddighe, Michele Portoghese, Vittorio Pozzi, Luca Quattrini, Massimo Raffa, Sergio Rigoni, Roberto Rossi, che era il capo corso, Adolfo Russo, Emanuele Salvadori, Domenico Savoldi, Giampiero Scialanga, Matteo Stramacchia, Davide Tomatis, Corrado Verdone, Guido Verna. Il 6 marzo successivo verranno ufficializzate tre commissioni d’inchiesta - una della magistratura civile pisana, una del ministero della Difesa, una dei Servizi di sicurezza - che poi escluderanno l’errore umano del maggiore Proietti.
