Salvini a Ortona ritratta su Trump: «Sconfitta utile per la pace»

5 Novembre 2026

Il vicepremier in Abruzzo a sostegno di Colantonio: «Sarà l’erede di Bagnai»

ORTONA

«Spero che faccia buon uso di questo voto». Il giorno dopo la sconfitta dei repubblicani alle elezioni di medio termine (“midterm”) negli Stati Uniti, Matteo Salvini ha un consiglio per Donald Trump. Quando però gli si chiede se stia ancora con lui, il sì non arriva. Neppure un “nì”. Prima del comizio di Ortona, il leader della Lega sceglie una lettura insolita per uno dei più convinti sostenitori italiani del presidente americano. Quella che gli elettori hanno dato al tycoon consegnando Camera e Senato ai democratici, dice, «è una lezione importante». E per il ministro il buon uso che può farne è uno solo: accelerare la fine delle guerre. Alla vigilia del voto, a chi gli chiedeva un in bocca al lupo per Trump, Salvini aveva risposto che l’augurio lo faceva agli americani. Ora che gli americani hanno votato, il vicepremier indica dove, a suo giudizio, il presidente ha perso consensi. E mette in fila la guerra «scatenata con l’Iran», quella «non chiusa fra Russia e Ucraina» e il conto arrivato alle famiglie, dalla benzina alla bolletta della luce al carrello della spesa. È questo, sostiene, che «ha portato tanti repubblicani a votare per i democratici».

Da Washington si aspetta che «ora Trump acceleri la fine di questi conflitti». Ma quindi il ministro sta ancora con Trump o lo sta mollando? «Io rispetto il voto dei cittadini ovunque sia, dal Brasile agli Stati Uniti». Ci risponde così, parlando poi di «voto utile». Il voto contro Trump è utile? «Se avvicina la fine delle guerre, lo è», spiazza.

Prima del comizio c’è spazio anche per un siparietto con i cronisti di Report, che non riescono neppure a finire la domande. Poi gli riserva una battuta. «A me manca un po’ il vostro ex conduttore».

Dentro la Sala Eden lo aspettano in circa trecento, con le porte che scoppiano. Il motivo della trasferta è ovviamente Mario Colantonio, candidato del centrodestra alle suppletive del 15 e 16 novembre per il seggio alla Camera lasciato vacante dal professor Alberto Bagnai nel collegio della provincia di Chieti. Davanti alla sala gremita Colantonio prende la parola, si commuove e dalla platea lo incitano. C’è lo stato maggiore della Lega abruzzese, dal coordinatore regionale Vincenzo D’Incecco al sottosegretario Luigi D’Eramo, dal vicepresidente della Regione Emanuele Imprudente alla consigliera regionale Carla Mannetti, fino al segretario provinciale Maurizio Bucci. E c’è il centrodestra ortonese al completo, la cui unità però si ferma alle porte del municipio, dove Lega e Forza Italia sono fuori dall’amministrazione di Angelo Di Nardo, anche lui presente.

Colantonio spende parole al miele per Ortona e gli ortonesi, protetti da San Tommaso Apostolo. Poi parla del porto, per il quale vede un futuro da primo scalo d’Abruzzo. «Speriamo di vedere anche qualche bella nave da crociera». Poi prende di mira Luciano D’Amico, candidato del centrosinistra. Gli riconosce di essere «un professore di grande fama», ma per la «proposta dei trasporti gratuiti» dice che «è come Cetto La Qualunque» perché «servirebbero 25 milioni di euro», sostiene Colantonio contestando all’avversario di non aver mai presentato un emendamento per indicare dove trovarli. Agli elettori chiede quindi di mandare a Roma «un amministratore che possa contare sul sostegno del governo nazionale e di quello regionale».

Salvini riparte dalle banchine ortonesi. Rivendica di aver difeso i finanziamenti per lo scalo marittimo: «I recenti 60 milioni possono fare la differenza. Li spenderemo fino all’ultimo centesimo». Cita gli investimenti di De Cecco e i progetti di Renexia, «che la sinistra avrebbe scacciato», e allarga lo sguardo ai «cinque miliardi di cantieri finanziati in Abruzzo». Per la fondovalle Sangro conferma la scadenza del 2027 e un investimento da 190 milioni. Per il ponte sul Trigno indica la primavera del 2027 per la riapertura degli svincoli e quella del 2028 per il viadotto.

Sulle comunali dell’Aquila del prossimo anno, quando si sceglierà il successore di Pierluigi Biondi, il segretario rivendica un ruolo per la Lega. «Ci siamo e ci saremo». Parla anche della “famiglia del bosco” e dice che rivedrà volentieri i genitori, quando lo vorranno. Definisce i bambini vittime di «una prepotenza di Stato senza misura e senza senso» e chiede di rivedere i criteri con cui si decide l’allontanamento dei minori.

Dal palco della Sala Eden ritrova pure i temi cari alla platea leghista, dalle pensioni alla difesa del presepe, fino alle moschee abusive. E giù applausi. Poi, quando richiama l’aggressione con lo spray al peperoncino e bastonate tra ragazzi a Ortona, raccontata questa settimana dal Centro, la sua ricetta è che «qualche mese di servizio militare farebbe bene ai ragazzi». In chiusura torna sulle suppletive. Ai media nazionali rimprovera di ignorarle. «Si votava in Calabria e sembrava il Texas, qui niente». A Colantonio affida il compito di proseguire alla Camera il lavoro di Bagnai, con il vantaggio di essere amministratore: «Sarà il sindaco della provincia». Salvini alla fine si sbilancia in un pronostico: «Possiamo vincere di 2-3mila voti».

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