Torna la baby-gang dei furti
Denunciati tre minorenni: tentavano il colpo in un bar
VASTO. Hanno poco più di 40 anni in tre. Sono stati sorpresi da un cittadino mentre con un oggetto tipo passpartout, forzavano la saracinesca di un bar in via Ciccarone. La baby-gang ha cercato di fuggire, ma la polizia l’ha raggiunta e identificata. A.B., B.V. e B.F. sono stati denunciati per tentato furto in concorso.
«Sono poco più che bambini, in compenso hanno già un curriculum piuttosto inquietante», è la descrizione fatta dal dirigente del commissariato, Cesare Ciammaichella.
Ragazzi come tanti, all’apparenza tranquilli e insospettabili. Sono sempre più numerosi gli adolescenti protagonisti in negativo della cronaca locale.
Sabato pomeriggio due quattordicenni sono stati scoperti mentre, aiutati da un amico di 16 anni, cercavano di forzare la saracinesca di un locale. Inpegnati a forzare la serratura, i tre non si sono accorti che a qualche metro di distanza un anziano li osservava con grande perplessità.
L’uomo, vedendoli armeggiare vicino all’inferriata, si è insospettito e ha chiamato in fretta il 113. L’improvviso arrivo di alcuni residenti ha messo in fuga il terzetto pochi minuti prima dell’arrivo della “volante”. Fortuntamente l’anziano testimone ha registrato fedelmente anche la fuga.
Grazie alle sue indicazioni la polizia è riscita a individuare e a fermare i tre ragazzini. Accompagnati in commissariato, sono stati ascoltati a lungo dal dirigente della polizia.
«Nonostante l’età, sono vecchie conoscenze delle forze dell’ordine: su di loro sono state riempite già molte pagine. Tutti e tre sono stati segnalati alla Procura dell’Aquila e sottoposti a misure assistenziali in collaborazione con le istituzioni sociali», dice il responsabile del commissariato.
Non è la prima volta che le forze dell’ordine sono costrette a tenere a bada bande di adolescenti irrequieti. Un anno fa tre minori furono denunciati dalla polizia per ricettazione: aiutandosi con tre spadini riuscivano in pochi minuti a mettere in moto e a rubare i motorini lasciati nelle piazzole di sosta. E sempre la polizia la scorsa estate scoprì una gang formata da sei adolescenti che porta a compimento furti su commissione. Anche allora la telefonata di un cittadino al 113 fu provvidenziale.
«Al minimo sospetto chiediamo di chiamare sempre il 112 o il 113. Non costa nulla, e permette di identificare e punire gli autori delle malefatte», insiste il vice questore Ciammaichella.
I tre ragazzini finiti in trappola sabato scorso assicurano che non avevano alcuna intenzione di rubare. La loro presenza davanti al bar sarebbe stata male interpretata dagli investigatori. Ma dovranno comunque spiegare ai giudici del Tribunale dei minori dell’Aquila perché hanno tentato la fuga e, soprattutto, perché cercavano di forzare la serratura della saracinesca.

«Sono poco più che bambini, in compenso hanno già un curriculum piuttosto inquietante», è la descrizione fatta dal dirigente del commissariato, Cesare Ciammaichella.
Ragazzi come tanti, all’apparenza tranquilli e insospettabili. Sono sempre più numerosi gli adolescenti protagonisti in negativo della cronaca locale.
Sabato pomeriggio due quattordicenni sono stati scoperti mentre, aiutati da un amico di 16 anni, cercavano di forzare la saracinesca di un locale. Inpegnati a forzare la serratura, i tre non si sono accorti che a qualche metro di distanza un anziano li osservava con grande perplessità.
L’uomo, vedendoli armeggiare vicino all’inferriata, si è insospettito e ha chiamato in fretta il 113. L’improvviso arrivo di alcuni residenti ha messo in fuga il terzetto pochi minuti prima dell’arrivo della “volante”. Fortuntamente l’anziano testimone ha registrato fedelmente anche la fuga.
Grazie alle sue indicazioni la polizia è riscita a individuare e a fermare i tre ragazzini. Accompagnati in commissariato, sono stati ascoltati a lungo dal dirigente della polizia.
«Nonostante l’età, sono vecchie conoscenze delle forze dell’ordine: su di loro sono state riempite già molte pagine. Tutti e tre sono stati segnalati alla Procura dell’Aquila e sottoposti a misure assistenziali in collaborazione con le istituzioni sociali», dice il responsabile del commissariato.
Non è la prima volta che le forze dell’ordine sono costrette a tenere a bada bande di adolescenti irrequieti. Un anno fa tre minori furono denunciati dalla polizia per ricettazione: aiutandosi con tre spadini riuscivano in pochi minuti a mettere in moto e a rubare i motorini lasciati nelle piazzole di sosta. E sempre la polizia la scorsa estate scoprì una gang formata da sei adolescenti che porta a compimento furti su commissione. Anche allora la telefonata di un cittadino al 113 fu provvidenziale.
«Al minimo sospetto chiediamo di chiamare sempre il 112 o il 113. Non costa nulla, e permette di identificare e punire gli autori delle malefatte», insiste il vice questore Ciammaichella.
I tre ragazzini finiti in trappola sabato scorso assicurano che non avevano alcuna intenzione di rubare. La loro presenza davanti al bar sarebbe stata male interpretata dagli investigatori. Ma dovranno comunque spiegare ai giudici del Tribunale dei minori dell’Aquila perché hanno tentato la fuga e, soprattutto, perché cercavano di forzare la serratura della saracinesca.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

