Università a Chieti alta: ecco dove sarà ospitata

29 Luglio 2026

Più studentati e lezioni da dislocare: si valuta il semestre filtro di medicina

CHIETI. Un corso di laurea, più posti letto e trasporti rinnovati per calamitare nuovi ragazzi. Il boom di visite a Palazzo de’ Mayo, il nuovo studentato a Palazzo Henrici e quello, in arrivo, di via Gran Sasso incoraggiano i progetti più ambiziosi del rettorato, bussano alle porte del Comune e guardano al centro storico: c’è un patrimonio immobiliare che chiede solo di essere riqualificato, per rispondere alla domanda di oltre duemila posti letto e perché gli studenti, a Chieti alta, significano futuro: più passeggio, più sicurezza, più commercio, meno locali sfitti, meno degrado. Nelle ultime ore, l’amministrazione Legnini – con l’ex sindaco Diego Ferrara, oggi consigliere di maggioranza con delega all’Università – ha avviato un nuovo dialogo con l’ateneo guidato dal magnifico rettore Liborio Stuppia. Un vertice su più fronti, ma con un solo collante: più alloggi per gli studenti, concentrati su corso Marrucino e lungo le sue ramificazioni.

Per farlo, bisogna intensificare la rete del trasporto pubblico – più collegamenti tra la parte alta e quella bassa – e riconvertire una serie di palazzi storici, alcuni già in fase avviata di riqualificazione: «Vogliamo affrontare la questione in modo strutturale, con serietà e procedendo un passo alla volta», spiega al Centro il rettore Stuppia, «e ci sono già alcuni edifici valutati per ospitare nuovi posti letto, tra cui il convento delle Clarisse, Palazzo De Pasquale e il seminario diocesano (preso in comodato d’uso dall’università, ndr)». Poi, in prospettiva, l’obiettivo sarà quello di «portare qualche corso di studio», prosegue Stuppia, anche se, ci tiene a ribadire, «quest’ultima parte è del tutto secondaria, perché nessun progetto è realizzabile senza i posti letto adeguati e i trasporti per collegare l’ateneo agli studentati del Colle».

Entra più nel dettaglio l’ex primo cittadino: «La priorità è riportare gli studenti anche nel centro storico, soprattutto», dice Ferrara, «chi dovrà affrontare il percorso semestrale che vale l’accesso alla facoltà di Medicina (il cosiddetto “semestre filtro”, ndr). Come si sa, questo corso ha una durata di sei mesi, inizia a settembre e termina a gennaio. Ovviamente», prosegue il consigliere del Partito Democratico, «l’università non ha attualmente in dotazione aule tanto grandi da poter contenere centinaia di aspiranti, ossia gli oltre trecento studenti previsti. Ecco perché abbiamo, come Comune, dato la possibilità di utilizzare il Supercinema (che può ospitare, per l’appunto, oltre 300 ragazzi, ndr), come aula in più, ma a disposizione ci sono anche l’aula magna dell’istituto Galiani e l’auditorium Cianfarani alla Civitella».

Il progetto, che partirà dall’anno accademico 2027/2028, è ancora in fase embrionale e comprende anche spazi di co-working e sale studio dedicate agli universitari. Tra questi, ci sarebbe anche l’ex Cinema Eden, che nei piani sarà riconsegnato dalla ditta che segue i lavori di riqualificazione entro fine ottobre. È decisamente qualcosa di più di una fantasia, anche se per ora, soprattutto dal rettorato, si procede con i piedi di piombo e le dichiarazioni centellinate, soprattutto perché, prima di ammirare il quadro finale, dovrà passare ancora un anno – nella migliore delle ipotesi. Ma non c’è soltanto l’ambizione a muovere le fila di questo progetto: il Comune e la d’Annunzio già raccolgono con entusiasmo i risultati del rilancio di Palazzo de’ Mayo, con oltre diecimila presenze registrate in appena due mesi e il grandioso spettacolo dei fiori e dei coriandoli nell’aria a colorare il volto del centro storico, che adesso sogna.

@RIPRODUZIONE RISERVATA