Accoltella il fratello dopo la lite, arrestato un 38enne

L'uomo è accusato di tentato omicidio: la vittima, raggiunta da fendenti al collo, è stata sottoposta a un intervento chirurgico
TRASACCO. Una lite familiare scoppiata all’interno di un’abitazione e degenerata improvvisamente in una violenta aggressione a colpi di coltello. È quanto accaduto nella tarda serata di venerdì 24 luglio a Trasacco, dove i carabinieri hanno arrestato Paolo Ippoliti, 38 anni, con l’accusa di tentato omicidio ai danni del fratello. Il grave episodio si è verificato nella casa dell’arrestato, in paese, dove in quel momento si trovavano anche diversi familiari. Una serata trascorsa tra parenti si sarebbe trasformata in pochi istanti in una scena drammatica, al culmine di un diverbio che, secondo la prima ricostruzione effettuata dai militari dell’Arma, sarebbe nato per motivi apparentemente futili.
Durante la discussione, il 38enne avrebbe afferrato un coltello da cucina dotato di una lama lunga circa quaranta centimetri e si sarebbe scagliato contro il fratello, che sarebbe stato raggiunto da violenti fendenti nella zona del collo e della nuca, riportando profonde ferite da taglio e una consistente perdita di sangue. La situazione ha fatto scattare immediatamente la richiesta di aiuto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Trasacco, affiancati dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Avezzano.
Al loro arrivo, gli uomini dell’Arma hanno trovato la vittima ancora all’interno dell’abitazione, sanguinante e con evidenti ferite alla parte posteriore del collo. I familiari presenti avrebbero assistito almeno alle fasi concitate della lite e ai momenti immediatamente successivi all’aggressione. L’area è stata messa in sicurezza, mentre i sanitari hanno prestato le prime cure al ferito. Considerata la gravità delle lesioni e il punto particolarmente delicato raggiunto dai colpi, l’uomo è stato trasferito con la massima urgenza, in codice rosso, al pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano.
Una volta arrivato in ospedale, il ferito è stato sottoposto agli accertamenti necessari e successivamente a un delicato intervento chirurgico. Le ferite riportate alla nuca hanno richiesto l’immediato trattamento da parte dei medici. L’uomo è ancora ricoverato nella struttura sanitaria avezzanese, dove viene tenuto sotto osservazione. Nonostante la gravità iniziale del quadro clinico e la profondità dei tagli, secondo quanto riferito non sarebbe in pericolo di morte. Restano comunque da valutare completamente le conseguenze delle lesioni e i tempi necessari per la guarigione. La dinamica dell’aggressione, la violenza dei colpi e la zona del corpo raggiunta avrebbero portato gli investigatori a contestare l’ipotesi di tentato omicidio.
Nel corso del sopralluogo all’interno dell’abitazione, i carabinieri hanno individuato e recuperato il coltello che sarebbe stato utilizzato durante l’aggressione. L’arma, un coltello da cucina con una lama di circa quaranta centimetri, è stata sottoposta a sequestro e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. I militari hanno raccolto le prime testimonianze delle persone presenti in casa, ricostruendo le fasi precedenti alla lite e i momenti in cui la discussione sarebbe degenerata. Gli accertamenti dovranno chiarire con precisione che cosa abbia provocato il contrasto tra i due fratelli e se vi fossero state tensioni precedenti.
Secondo la ricostruzione preliminare, tuttavia, il diverbio sarebbe nato per questioni di scarsa rilevanza, per poi assumere improvvisamente toni violenti. Saranno le testimonianze dei familiari e gli ulteriori elementi raccolti dai carabinieri a consentire una definizione più dettagliata dell’accaduto. Paolo Ippoliti è stato bloccato dai carabinieri e dichiarato in arresto con l’accusa di tentato omicidio. Dopo gli adempimenti di rito e le formalità svolte dai militari, il 38enne è stato accompagnato nella Casa circondariale di Avezzano. L’uomo, difeso dall'avvocato Franco Colucci, si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa della verifica e della convalida del provvedimento adottato dalla polizia giudiziaria.
Nei prossimi passaggi giudiziari potranno essere acquisite le dichiarazioni dell’indagato e valutati tutti gli elementi raccolti nell’abitazione. L’inchiesta dovrà ricostruire anche la posizione delle persone presenti al momento dell’accaduto, stabilendo chi abbia assistito direttamente all’aggressione e chi sia intervenuto per chiedere aiuto o per cercare di fermare la violenza. Il grave episodio ha destato forte impressione nella comunità di Trasacco, dove la notizia si è rapidamente diffusa. Una vicenda maturata nel contesto familiare e all’interno di una casa, davanti ad altri parenti, che soltanto per una serie di circostanze non avrebbe avuto conseguenze ancora più tragiche.
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