Cocaina, così il detenuto gestiva lo spaccio dal carcere: arrestati lui e la compagna

29 Ottobre 2026

Un cellulare per continuare a gestire lo spaccio dal carcere di Rieti, con la compagna a Giulianova e altri pusher nelle province dell’Aquila e di Teramo

L’AQUILA. Era stato già arrestato due anni fa perché trovato in possesso di 86 grammi di cocaina custoditi all’interno della propria abitazione, già suddivisi in dosi e pronti a essere venduti. Tanto che era poi finito in carcere prima all’Aquila, e poi trasferito a Rieti. Due giorni fa, invece, la squadra Mobile dell’Aquila, dando seguito all’attività d’indagine inizialmente coordinata dalla Procura del capoluogo abruzzese, e poi trasferita per competenza a quella di Rieti, ha dato esecuzione all’ordinanza del gip di Rieti che ne ha disposto una nuova misura cautelare in carcere per i reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti in concorso con la sua compagna – K.N., italiana residente a Giulianova, difesa dall’avvocato Simona Mariani – finita a sua volta ai domiciliari con un dispositivo elettronico al polso. L’uomo – K.R., 38enne di nazionalità macedone, difeso dall’avvocato Antonio Valentini – secondo gli investigatori avrebbe tenuto in piedi la sua rete di spaccio anche dal carcere, avvalendosi di un telefono cellulare utilizzato per impartire ordini alla compagna e ad altri pusher, con questi ultimi capaci di operare sia nell’Aquilano sia nel Teramo.

Stando a quanto ricostruito, sarebbero infatti almeno undici gli acquirenti della coppia destinatari di hascisc e cocaina distribuita tra L’Aquila, Teramo, Giulianova e Martinsicuro nel periodo compreso tra il mese di febbraio e quello di maggio del 2025. Così come accertate sarebbero le cessioni effettuate all’interno dello stesso istituto penitenziario di Rieti all’indirizzo di altri detenuti. Cessioni poi saldate dai parenti di questi ultimi tramite ricariche Western Union. Accertato inoltre l’utilizzo dello stesso dispositivo usato per coordinare l’attività di spaccio da dietro le sbarre anche da parte di nove reclusi, tutti a loro volta indagati per accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti. Quattordici invece le persone denunciate per aver ceduto droga alla coppia e per le ulteriori cessioni al dettaglio. Tra questi, due erano già stati arrestati rispettivamente all’Aquila e a Teramo.

Un altro colpo allo spaccio è stato dunque inferto al mercato degli stupefacenti non soltanto aquilano. È di pochi mesi fa la complessa attività d’indagine poi confluita nell’operazione “Coca delivery”, sempre a cura degli agenti del capoluogo, che ha portato a una recente ondata di arresti sul territorio cittadino. Gli inquirenti, in quel caso, avevano messo a fuoco un sistema di spaccio che prevedeva il reclutamento di nuove leve in risposta a ogni arresto compiuto dalla polizia. Con gli agenti che tuttora si ritrovano a intercettare sempre la stessa tipologia di soggetti: incensurati, senza fissa dimora, di nazionalità albanese, alla guida di un’auto a noleggio, spesso sorpresi con un modesto quantitativo di sostanza tale da indurre il giudice all’allontanamento dal territorio comunale o provinciale, e che solo a quel punto prendono la via del ritorno. E avanti il prossimo.

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