Paliani: Micron taglierà subito 480 posti

25 Novembre 2012

Anticipazione del governo. Un documento unitario a difesa del sito sottoscritto da vescovo, politici e sindacati

AVEZZANO. Micron, il ministero per lo Sviluppo economico fa slittare la dichiarazione dell'esubero di 480 operai, ma per i sindacati è solo un problema rimandato. Il vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, deputati, senatori, sindaci e rappresentanti di Regione e Provincia, si sono uniti a tutela del sito marsicano dell'azienda americana siglando un documento che verrà consegnato al ministero in vista dell'incontro di mercoledì

ESUBERI. È incerto il destino del 30 per cento degli operai della Micron. L'azienda più grande della provincia dell'Aquila era pronta ad annunciare l'esubero di circa 480 dipendenti già nell'incontro del 28, ma il ministero l'ha bloccata. «Abbiamo avuto un incontro preliminare con alcuni delegati del ministero», ha spiegato Michele Paliani segretario Uil-Uilm, «i quali ci hanno riferito che sono riusciti a non far dichiarare all'azienda l'esubero di 480persone il 28 vista l'assenza di un piano industriale». Ciò che temono di più le parti sociali è l'assenza di un acquirente che possa comprare la Micron e tutelare i 1.624 posti di lavoro. «Non stiamo parlando di crisi, ma di una mossa strategica di un'azienda che altrove fa investimenti e qui vuole chiudere», ha commentato Alfredo Fegatelli, segretario di Fim-Cisl, «per questo dobbiamo pretendere una soluzione industriale che assicuri la salvaguardia dei livelli occupazionali e la ricerca». I rappresentanti dei sindacati, quindi, chiedono chiarezza soprattutto perché vogliono essere pronti a trovare delle soluzioni ad hoc per il futuro del sito. «Dal 2008 a oggi circa 500 lavoratori sono andati a casa senza tener conto di tutto l'indotto che gravita intorno all'azienda», ha precisato Antonello Tangredi, «dobbiamo dire a questa compagnia di decidere in tempi brevi e permetterci di organizzarci». Secondo Antonio Cappelli, direttore di Confidustria L'Aquila è sbagliato continuare a parlare di Micron: «Dobbiamo fare in modo che questo territorio diventi appetibile dal punto di vista industriale. Micron qui tra qualche anno non ci sarà più, quindi lavoriamo per trovare delle alternative e tutelare i posti di lavoro».

IL DOCUMENTO. La crisi della Micron potrebbe sfociare in una vera e propria emergenza sociale. Per questo il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, ha convocato ieri i rappresentanti del mondo istituzionale in Comune per siglare un documento nel quale si chiede al ministero «un’iniziativa specifica nei confronti della Micron nella duplice finalità di chiarire la prospettiva industriale e la messa a punto di un piano di rilancio del sito di Avezzano». All'appello del primo cittadino di Avezzano, oltre ai parlamentari e ai sindaci marsicani, ha risposto anche il vescovo dei Marsi. «Non possiamo accettare altri terremoti devastanti nel nostro territorio», ha affermato monsignor Santoro, «per questo il governo dovrà impegnarsi per la Micron. Come vescovo intendo essere un assillante istigatore etico in questa situazione».

L'impegno per la salvaguardia del sito si è concretizzato anche nelle parole del senatore Filippo Piccone e degli onorevoli Giovanni Lolli e Paola Pelino pronti a trattare con il governo per fare in modo che il ministro Corrado Passera si occupi della vertenza, e dell'assessore regionale Angelo Di Paolo, e dei consiglieri Giovanni D'Amico, Daniela Stati, Giuseppe Di Pangrazio, Walter Di Bastiano e Gino Milano che hanno consigliato al sindaco di chiedere alla Regione una delega speciale per il tavolo del 28 al quale, ha assicurato il presidente del Consiglio provinciale, Filippo Santilli, parteciperà anche la Provincia dell’Aquila.

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