«Schiacciato dai debiti, non posso curarmi»: il dramma di Alessandro Ferrini

L’uomo racconta le difficoltà economiche e sanitarie legate ad accertamenti fiscali di molti anni fa
SULMONA. Circa 200mila euro di cartelle esattoriali, suddivise in due posizioni da circa 93mila e 105mila euro, e una situazione personale che, secondo quanto racconta, è diventata ormai insostenibile. È la vicenda di Alessandro Ferrini, che da anni contesta le conseguenze di accertamenti fiscali risalenti a circa vent’anni fa, originati da verifiche della Guardia di Finanza sugli studi di settore e, riferisce Ferrini, da una precedente attività professionale. Ferrini, che riferisce di essere affetto da diabete e di avere una condizione di disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104 in situazione di gravità, sostiene che il blocco delle proprie disponibilità economiche stia avendo pesanti ripercussioni anche sulla possibilità di affrontare le terapie e gli spostamenti necessari per le cure.
«Ho delle terapie da fare, non mi posso spostare per Sulmona e Pescara. Mi hanno bloccato tutto. Non mi posso curare. Voglio fare intervenire il prefetto per risolvere», afferma Ferrini, chiedendo che la sua situazione venga presa in considerazione dalle istituzioni. Al centro della vicenda ci sono debiti tributari che, secondo quanto riferito, deriverebbero da accertamenti effettuati molti anni fa e collegati a un’attività che Ferrini aveva svolto in precedenza. La vicenda assume anche un profilo umano particolarmente delicato. Nel maggio 2020 Ferrini aveva manifestato l’intenzione di compiere un gesto estremo, minacciando di darsi fuoco nei pressi del Comune. Un episodio che rende ancora più drammatico il quadro descritto oggi dall’uomo.
Ferrini chiede ora un intervento istituzionale, rivolgendosi in particolare al prefetto, affinché venga valutata la sua situazione complessiva e possano essere individuate, nel rispetto delle procedure previste dalla legge, soluzioni che gli consentano di affrontare sia la posizione debitoria sia le proprie necessità personali e sanitarie. La richiesta è quella di essere ascoltato. Non soltanto come contribuente alle prese con cartelle di importo elevatissimo, ma come persona che sostiene di trovarsi in una condizione di particolare fragilità e di non riuscire più a gestire le conseguenze economiche della vicenda. «Non posso curarmi», ripete Ferrini. Un appello che ora affida alle istituzioni, nella speranza che la sua situazione possa essere esaminata e che si possa trovare una strada per affrontare una vicenda iniziata, secondo il suo racconto, oltre vent’anni fa.
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