Civitella Alfedena

Sorelline ritrovate, l’avvocato della madre abbandona: “Mi dispiace, ma non posso avallare il suo comportamento”

24 Giugno 2026

Lo afferma Giuseppe D’Amici, il legale della madre delle sorelle scomparse a Civitella Alfedena, ritrovate a Formia nascoste in casa di una parente della donna

CIVITELLA ALFEDENA. "Il sottoscritto avvocato Giuseppe D'Amici, con studio in Scauri di Minturno, comunica di aver rinunciato al mandato difensivo conferitogli dalla sig.ra D'Acunto Valentina nell'ambito del procedimento civile che la vede coinvolta". Lo afferma, in una nota, il legale della madre delle sorelle scomparse a Civitella Alfedena, ritrovate a Formia nascoste in casa di una parente della donna. "La decisione è maturata a seguito di sopraggiunti motivi personali e professionali che rendono impossibile il prosieguo dell'assistenza legale nel rispetto dei principi di deontologia professionale. Ogni ulteriore sviluppo o informazione relativa alla posizione della sig.ra D'Acunto Valentina non sarà oggetto di commento, nel più rigoroso rispetto del segreto professionale".

"Ero stato incaricato ad adiuvandum del collega Mastantuono nel corso del processo civile. Ho cercato di dare del mio meglio e sono stato incaricato, insieme al collega, di procedere all'impugnazione della sentenza civile del Tribunale di Cassino del 28 maggio 2026. Non ritengo, però, di poter andare oltre e preferisco rinunciare al mandato, senza esprimere opinioni. Non sono nessuno per giudicare, ma è una mia libertà e un mio senso del dovere etico", dichiara all'ANSA l'avvocato civilista D'Amici. La sentenza oggetto dell'impugnazione aveva reintegrato il padre delle due ragazze nella responsabilità genitoriale.

La decisione, spiega all'ANSA il legale, è maturata alla luce della condotta che ha portato al fermo della donna, del suo compagno, Vincenzo Esposito, e di suo padre, Marco D'Acunto, con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. "Comprendo la condotta della madre, comprendo l'amore materno e l'esasperazione che può indurre una donna ad andare alla ricerca delle proprie figlie, ma non riesco e non posso giustificare quanto accaduto e che ha portato all'attuale procedimento penale", aggiunge il legale.

"Questo non è un giudizio di valore nei confronti di nessuno. Mi dispiace per la signora, ma è un comportamento che non posso avallare".