17enne caduta dal ponte del mare, c’è la denuncia per istigazione al suicidio

31 Luglio 2026

La procura apre un fascicolo contro ignoti sulla morte della 17enne. L’avvocato della famiglia: «Ci sono aspetti da chiarire»

PESCARA. Istigazione al suicidio. È questa l'ipotesi di reato su cui sta indagando la procura della Repubblica di Pescara per la tragica morte di una giovane studentessa di 17 anni che è precipitata lo scorso 27 luglio dal ponte del Mare di Pescara. Il fascicolo è stato aperto contro ignoti. Il padre della ragazza, originaria di Castel di Sangro dove è cresciuta per un buon periodo prima di trasferirsi nel capoluogo adriatico, ha presentato una denuncia alla procura affinché si faccia piena luce sul caso. Secondo il genitore, rappresentato dall'avvocato Pietro Savastano, dietro la tragica morte della giovanissima potrebbe esserci più di una responsabilità da parte dei servizi sociali che avevano il compito di gestirla. «Ci sono degli aspetti da chiarire soprattutto per quanto riguarda i percorsi da attivare. È una ragazza che è stata lasciata sola e al di là dell'estremo gesto, è giusto scavare nel contorno per capire cosa sia accaduto», afferma l'avvocato Savastano.

Ieri nell'ospedale del capoluogo adriatico si è svolta l'autopsia per chiarire le cause del decesso. Un trauma cranico e toracico stando ai primi accertamenti anche se sono stati effettuati i prelievi sulla salma i cui risultati arriveranno tra novanta giorni. L'autopsia è stata effettuata dall'anatomopatologo Ildo Polidoro. La giovane studentessa di 17 anni precipitata dal Ponte del Mare, era stata trovata senza vita sul lato nord della banchina nella notte tra domenica e lunedì intorno alle 3. È stato un passante ad accorgersi del corpo e a lanciare l’allarme. La ragazza, senza documenti ma con il telefonino addosso, è al centro delle indagini che cercano di ricostruire le sue ultime ore. Dalle prime analisi medico-legali non risultano segni di violenza o lesioni incompatibili con la caduta, né elementi che suggeriscano il coinvolgimento di terzi; l’ipotesi principale resta quella del gesto estremo. Sul ponte sono stati recuperati anche le scarpe della ragazza e un frontino per capelli.

Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi, con il 118 e la Misericordia, per la giovane non c’è stato nulla da fare. Sono intervenuti gli agenti della squadra volante, diretti dal dirigente Pierpaolo Varrasso, che hanno dovuto identificare la vittima grazie alla madre, giunta in questura dopo aver trovato il letto vuoto della figlia. Le indagini continuano, cercando di comprendere il vissuto della ragazza che, poco prima del tragico incidente, aveva detto alla famiglia di uscire per una normale serata. Frequentante il quinto anno in un istituto cittadino, era una ragazza riservata, benvoluta e senza precedenti comportamenti problematici. Originaria di Castel di Sangro, viveva a Pescara con la madre nel quartiere Porta Nuova, in via Benedetto Croce. A casa sua la polizia ha cercato indizi utili, ma non sono stati trovati biglietti né lettere. Oltre alla madre, sono stati ascoltati altri familiari per chiarire meglio il quadro.

L’altra sera, durante la serata conclusiva dei festeggiamenti di Sant’Andrea, il Comitato feste ha voluto rendere omaggio alla giovane con un momento di silenzio prima dell’estrazione della lotteria. Un gesto che ha unito la piazza in un dolore profondo, difficile da esprimere a parole. La città si stringe nel ricordo di una vita spezzata troppo presto. Elisabetta Catapane, psicologa dell’età evolutiva, psicoterapeuta e docente a contratto all’Università di Chieti, aveva chiesto silenzio davanti a una simile tragedia, raccomandando di evitare pregiudizi di qualsiasi genere. «In adolescenza i ragazzi riescono spesso a mantenere un'apparenza di normalità quotidiana, pur nascondendo dentro di sé un dolore che non riescono a comunicare. Questo può accadere perché mancano loro gli strumenti emotivi per chiedere aiuto, o perché provano vergogna nel mostrare le proprie fragilità e hanno paura di deludere o preoccupare chi sta loro intorno», aveva detto l'esperta, ribadendo la difficoltà di chiedere aiuto da parte dei più giovani.

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