Pescara

Bimba ferita nel parco pubblico. Masci e altri 9 verso il processo

29 Marzo 2026

La bambina, figlia di un magistrato pescarese, perse la falange di una mano su una delle giostrine. Tra le accuse, omissioni di atti d'ufficio, lesioni e inadempimento di contratti per pubbliche forniture

PESCARA

Quell'incidente che si verificò il 17 maggio del 2024 all'interno del parco pubblico “Angelo Vassallo” in via Filomusi Guelfi a Pescara, dove una bimba di pochi anni rimase ferita utilizzando uno dei giochi perdendo una falange della mano, può costare il processo al sindaco Carlo Masci e ad altri nove indagati per i quali il pubblico ministero di Campobasso, Ilaria Toncini, ha chiesto il rinvio a giudizio.

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La competenza è del capoluogo molisano in quanto la piccola, parte offesa, è la figlia di un magistrato di Pescara.

I reati che vengono contestati a vario titolo sono omissioni di atti d'ufficio, lesioni personali e inadempimento di contratti per pubbliche forniture. Il sindaco viene chiamato a rispondere del reato di omissione in atti d’ufficio insieme ai dirigenti Giuliano Rossi ed Emilia Fino (che curavano il settore mobilità, edilizia scolastica e verde e il settore ambiente a transizione ecologica); poi c’è il progettista e direttore dei lavori, Daniele Di Nicola; il rup Mario Caudullo, e infine Massimo Papa quale incaricato della manutenzione e monitoraggio dei parchi della città di Pescara.

Stando all’accusa, «indebitamente» avrebbero omesso di compiere atti dei rispettivi uffici che «per ragioni di sicurezza pubblica dovevano essere compiuti senza ritardo in relazione al monitoraggio, manutenzione straordinaria, messa in sicurezza ed interdizione al pubblico della giostra malfunzionante, già segnalata non conforme, a seguito delle ispezioni annuali».

Ed è proprio per il malfunzionamento della giostra che la piccola vittima subì l'infortunio «con conseguente amputazione della falange della mano, in quanto, a causa della non planarità del pavimento, il bordo del piano di calpestio della giostra funzionava da lama rotante, cagionando le lesioni» alla piccola.

Gli stessi sei imputati, con l’aggiunta di Benedetto Gasbarro, gestore della giostra modello Silver installata nel parco, devono rispondere anche del reato di lesioni personali. Il motivo è praticamente lo stesso, in quanto non avendo vigilato sul regolare funzionamento e manutenzione della giostra, «pur potendo prevedere il rischio del verificarsi di sinistri e lesioni ai danni degli utenti, non adottavano provvedimenti e cautele antinfortunistici, così determinavano l’infortunio della minore».

Sugli ultimi tre imputati, invece, pesa il reato di inadempimento contrattuale. Si tratta di Raffaele Cicala, amministratore unico della società Cr Verde, aggiudicataria dei lavori e degli interventi di potenziamento e riqualificazione delle aree verdi di Pescara; Roberto Cilli, titolare dell’omonima ditta individuale incaricata dell'installazione della giostra; Maurizio Di Giorgio, caposquadra manutenzione parchi della città di Pescara ed esecutore delle ispezioni mensili. Secondo l’accusa, questi tre imputati, per l’accusa, «si rendevano inadempienti ai rispettivi obblighi contrattuali nei confronti del committente Comune di Pescara, omettendo di svolgere correttamente le prestazioni dovute per assicurare il corretto funzionamento della giostra, così facendo mancare al parco giochi pubblico un’opera dotata dei necessari requisiti di sicurezza».

Tutte attività che gli imputati avrebbero dovuto eseguire prima dell’entrata in funzione della giostra.

E ora i dieci imputati dovranno presentarsi il prossimo 9 giugno davanti al gup di Campobasso, Veronica D’Agnore, che dovrà valutare la richiesta della procura o decidere su eventuali riti alternativi.

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