rincari record

Bollette, la stangata sull’Abruzzo: +333 milioni su imprese e famiglie

29 Marzo 2026

Prezzi fuori controllo, appello dei consumatori ai prefetti. E il 7 aprile scade il decreto del governo

PESCARA

L’ultima rilevazione fatta dal Codacons segnala un prezzo di 2,395 euro per un litro di gasolio (servito) applicato da un distributore di carburante sulla statale 5 bis in provincia dell’Aquila. Il primato abruzzese. Il record italiano va invece a Prato, in Toscana, con 2,763 euro al litro (servito). La corsa dei prezzi dei carburanti, effetto della guerra in Medio Oriente e di speculazioni fuori controllo, si porta appresso anche un aumento delle bollette. Stimato dalla Cgia di Mestre in un’impennata da 333 milioni di euro per famiglie e imprese abruzzesi. Il 7 aprile, poi, scadrà il decreto del Governo e torneranno le accise al livello precedente. Con ulteriori rincari. Salvo proroghe o interventi di altra natura.

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COSA ACCADE

A un mese dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, i mercati energetici hanno già reagito con forza: il prezzo del gas è aumentato di 26 euro per Megawattora (+81%), mentre quello dell’energia elettrica è salito di 41 euro per MWh (+38%). Un’evoluzione che, inevitabilmente, si rifletterà sulle bollette, con prospettive tutt’altro che rassicuranti, stima l’Ufficio studi della Cgia. Ipotizzando che nel 2025 e nel 2026 i consumi delle famiglie e delle imprese siano in linea con quelli registrati nel 2024, i rincari previsti per quest’anno, rispetto al 2025, potrebbero raggiungere complessivamente i 15,2 miliardi di euro: 10,2 miliardi legati all’energia elettrica e 5 miliardi al gas.

GLI IMPATTI NELLE REGIONI

L’impatto sarà particolarmente pesante per il sistema produttivo: le imprese dovrebbero sostenere circa 9,8 miliardi di costi aggiuntivi, mentre alle famiglie ne verrebbero imputati 5,4. Si tratta di una vera stangata, con il rischio concreto di mettere sotto pressione i bilanci domestici e la tenuta finanziaria di molte aziende. Il quadro, tuttavia, non è ancora compromesso. Ovviamente, molto dipenderà dalla durata del conflitto, dalla sua intensità e da un eventuale allargamento del teatro di guerra. Ma per molti analisti la recessione è dietro l’angolo, mai prima d’ora. Le famiglie e le imprese più penalizzate dal rincaro delle bollette saranno quelle situate nelle regioni più popolose e con una maggiore concentrazione di attività economiche. Rispetto al 2025, quest’anno il caro energia colpirà soprattutto la Lombardia, che dovrebbe registrare un aumento pari a 3,4 miliardi di euro. Seguono il Veneto e l’Emilia-Romagna, entrambe con un aggravio attorno a 1,7 miliardi, il Piemonte con 1,3, la Toscana e il Lazio con circa un miliardo. E per l’Abruzzo? La stima dei costi per energia elettrica e gas per imprese e famiglie ammonta a 333 milioni di euro (l’elaborazione della Cgia si basa su dati Terna, Arera, Eurostat e Gme). Il costo più alto, pari a 216 milioni di euro (+13,5%), lo sosterranno le aziende.

COSA POTREBBE FARE la ue

La Cgia traccia anche i possibili scenari. Come già accadde nel 2022 (guerra in Ucraina) – quando il prezzo medio annuo del gas superò i 120 euro al Megawattora e quello dell’energia elettrica addirittura i 300 euro – torna oggi necessario un intervento dell’Unione Europea. «Un’azione capace di mettere i Paesi membri nelle condizioni di attenuare, almeno temporaneamente, l’impennata dei prezzi energetici, sospendendo le regole fiscali del patto di Stabilità» sostengono gli analisti della Cgia «allora le misure non mancarono: fu consentita la riduzione dell’Iva sulle bollette, venne introdotto un tetto al prezzo del gas che contribuì a frenare altre corse al rialzo e si istituì un contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle grandi multinazionali del petrolio, del gas e del carbone». Resta infine sul tavolo una misura molto discussa, ma mai davvero attuata. «Il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica» spiega la Cgia «un intervento che molti ritengono ormai necessario per rendere il mercato meno esposto a shock così violenti».

E il governo Meloni?

«Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, i governi che si sono succeduti – prima quello guidato da Draghi e poi quello presieduto dalla Meloni – sono intervenuti per contenere l’impatto dell’aumento dei costi energetici» spiegano dalla Cgia «in particolare, hanno azzerato temporaneamente gli oneri di sistema nelle bollette di luce e gas, sia per le famiglie sia per le imprese. Parallelamente, è stata innalzata la soglia Isee, così da ampliare la platea delle famiglie economicamente più fragili in grado di beneficiare di aiuti, mentre per le imprese sono stati introdotti crediti d’imposta. Inoltre, è stata concessa a tutti i clienti la possibilità di rateizzare i pagamenti delle bollette. Ricordiamo che molte di queste misure sono già incluse nel decreto bollette, la cui approvazione definitiva è attesa per la prossima settimana. Tuttavia, appare indispensabile rafforzare le risorse stanziate».

APPELLO AI PREFETTI

«Richiesta di intervento urgente su aumento prezzi carburanti e prevenzione speculazioni». Questo l’oggetto della lettera che le associazioni dei consumatori abruzzesi – Adoc Adiconsum, Federconsumatori e Protezione consumatori – hanno inviato ai prefetti di Pescara, L’Aquila, Chieti e Teramo sottolineando la crescente preoccupazione dei cittadini. «Tali rincari, aggravati dall’incremento delle accise, stanno determinando un impatto significativo sul costo della vita, con inevitabili ripercussioni su famiglie e imprese» spiegano nella lettera Francesco Trivelli di Federconsumatori Abruzzo, Monica De Vito di Adiconsum Abruzzo, Monica Di Cola di Adoc Abruzzo e Giulio Amicosante di Protezione Consumatori «chiediamo che siano intensificati i controlli negli impianti di distribuzione carburanti presenti sul territorio, che venga verificata la corretta applicazione delle variazioni di prezzo, al fine di prevenire e contrastare eventuali fenomeni speculativi, che siano adottate, in raccordo con le autorità competenti, misure di monitoraggio continuo sull'andamento dei prezzi». L’iniziativa arriva dopo la richiesta urgente che le associazioni dei consumatori a livello nazionale hanno inviato, qualche giorno fa, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un incontro ed esprimere forte preoccupazione riguardo al rincaro dei prezzi di energia e carburanti. «Confidiamo nella sensibilità delle istituzioni» aggiungono i rappresentanti delle associazioni abruzzesi «e auspichiamo di essere ricevuti dai signori prefetti per ribadire le nostre istante e per chiedere che il tavolo di monitoraggio dei prezzi, che riguarda tutti i beni, istituito ad oggi solo nella prefettura del capoluogo di provincia, venga esteso alle quattro province».

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