«Forconi con il fucile? Cerca solo visibilità», è polemica dopo il video del consigliere Fdi sui social

In molti hanno letto, dietro a quel filmato, un riferimento ai fatti di Ceuta. Tra chi punta il dito contro c’è la collega del Pd Manuela Natale
MONTESILVANO. Il video postato dal consigliere FdI Marco Forconi in cui spara a un poligono di tiro con l’obiettivo di «non farsi trovare impreparati all’invasione. Degli zombie, naturalmente» sta sollevando un grande dibattito a Montesilvano e sui social, tra chi condanna la sua iniziativa e chi, al contrario, difende la sua esternazione, sia esso uno scherzo o meno. In molti, infatti, hanno letto dietro a quell’invasione un riferimento ai fatti di Ceuta. Tra chi punta il dito contro il consigliere c’è la collega del Pd Manuela Natale: «Il caso Forconi segue il caso “trans” di Pompei. La strategia è chiara: alzare la polvere per occultare i problemi reali delle persone. Non mi faccio trascinare dove vorrebbero loro», commenta, «nella tifoseria contro o pro il presunto nemico. La realtà è molto più complessa e la destra che governa non solo non sa gestirla, ma non sa neanche interpretarla».
Ricordando alcune incoerenze della destra nazionale in tema di sicurezza, sul fronte locale Natale prosegue: «proprio la realtà di Montesilvano dimostra la reale natura della destra: si fa propaganda contro il nemico, ma, poi, quando propongo lo stanziamento di denari per l’assunzione di tutti i poliziotti locali necessari per presidiare il territorio la destra vota contro. Ecco perché si tratta solo di propaganda, di continua ricerca di visibilità». A prendere posizione anche il consigliere di opposizione Fabrizio D’Addazio. «Conosco il consigliere Forconi e comprendo la sua posizione politica, spesso caratterizzata da toni estremi. Tuttavia», commenta, «non condivido la sua impostazione. Non siamo tutti “vannacciani”. Credo in una società in cui ogni vita umana abbia lo stesso valore e la stessa dignità, senza alcuna distinzione. Questo, però, non significa rinunciare alla legalità».
E ancora, Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo, evidenzia: «Non è una battuta, è la normalizzazione della violenza. Un consigliere comunale che imbraccia un fucile e simula di sparare, commentando con la frase No all’invasione degli zombie, non fa satira: normalizza l’idea che una persona migrante possa essere un bersaglio». Secondo Licheri, «si prova a copiare il linguaggio della propaganda vannacciana: è lo stesso schema che vediamo da tempo a destra, dai video in divisa da imperatore alle uscite sulla remigrazione. Si costruisce consenso alimentando un immaginario di guerra», prosegue, «in cui chi non è come noi smette di essere una persona e diventa un nemico da colpire. Quando questo linguaggio arriva in un piccolo comune abruzzese come Montesilvano, il problema non è più qualcosa che riguarda solo la politica nazionale: è già qui, tra noi».
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