Il Pd: dragaggio al via da settembre

E la Cna chiede alla Regione di utilizzare 40 milioni di fondi Fas per sbloccare l’emergenza
PESCARA. Il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio torna a lanciare l’allarme per le drammatiche condizioni del porto quasi totalmente insabbiato. «Basta con il balletto dei numeri», ha detto in una conferenza stampa convocata all’altezza della Madonnina, «il presidente della Regione Gianni Chiodi e il sindaco Luigi Albore Mascia si devono assumere le loro responsabilità e far sì che il dragaggio parta subito dopo la chiusura della stagione balneare il 15 settembre». «Ricordo», ha proseguito, «che Pescara dopo 46 anni ha perso tutti i collegamenti marittimi con l’altra sponda dell’Adriatico e pescatori e operatori portuali non possono più lavorare per le drammatiche condizioni dello scalo. É ora che si cominci a lavorare per il bene della città». Secondo la Confederazione nazionale dell'artigianato, «senza una decisa assunzione di responsabilità dell’Abruzzo intero e della sua classe dirigente, la soluzione del problema del porto di Pescara appare remota: l'apprezzabile mobilitazione messa in campo dalle forze economiche e sociali cittadine è destinata a scontrarsi con la dimensione eccezionale del problema, se non ci sarà a sostenerla la volontà delle principali istituzioni politiche regionali». A detta dell'associazione presieduta da Italo Lupo, «la proposta formulata dalla Cna, la rimodulazione dei fondi Fas da parte della Regione, con la destinazione dell'intera somma necessaria allo sblocco dell'emergenza, circa 40 milioni, è la sola in grado di sbloccare la situazione. Con quei fondi , si potrebbero apportare alla diga foranea le modifiche necessarie a impedire il ripetersi, negli anni futuri, del fenomeno dell'insabbiamento; e la Regione, che attraverso lo stesso Chiodi ha già dato disponibilità per circa la metà di questa somma, avrebbe poi modo di recuperare la differenza dagli altri enti coinvolti nel finanziamento».

