La Cgil va in piazza con quattro cortei: «Dignità al lavoro»

7 Novembre 2026

La mappa dello sciopero del 20 novembre contro il governo.

Manifestazioni a Pescara, L’Aquila, Teramo e Vasto

PESCARA

La Cgil chiama l’Abruzzo a scendere in piazza per protestare contro il governo Meloni: sono 4 i cortei in programma venerdì 20 novembre in occasione dello sciopero generale, uno a Pescara (ore 10, dalla stazione di Porta Nuova), uno all’Aquila (ore 9, Colle Sapone) e poi Teramo (ore 9.30, stazione) e Vasto (ore 9.30, terminal bus).

Nell’Abruzzo delle contraddizioni – il Pil cresce dell’1,9%, quattro volte di più della media italiana, ma il lavoro resta precario e povero con l’85,3% delle nuove assunzioni a tempo determinato e gli stipendi più bassi della media di oltre 4mila euro l’anno (20.339 euro contro 24.486) – la Cgil presenta il suo manifesto da 8 capisaldi: «Lavoro sicuro, dignitoso e non precario; stipendi e pensioni più alti; fisco giusto e progressivo; stop all’inflazione e al carovita; sanità davvero pubblica; diritto allo studio; accesso alla casa; pace e non riarmo».

La protesta segue quella proclamata dal sindacato Usb che, venerdì scorso, ha portato in strada, a Pescara, oltre mille persone. Uno sciopero – sarà il primo da segretario regionale per il neo eletto Franco Spina – che parte dai giovani, uno degli anelli deboli della catena: «Lo sciopero, per l’intera giornata di lavoro, coincide con la mobilitazione studentesca internazionale», spiega la Cgil Abruzzo e Molise, «e si colloca in un contesto storico e politico caratterizzato dalle imponenti e costanti proteste nelle piazze di tutta Europa delle giovani generazioni, fenomeno che ha interessato con forza anche il nostro paese e che ha indotto il governo, non a caso, a varare inaccettabili misure e provvedimenti proprio per limitare e reprimere il dissenso. E non è un caso», sottolinea il sindacato, «che tra le motivazioni dello sciopero – oltre a rivendicare misure urgenti contro il carovita, i salari impoveriti, i tagli al welfare, alla sanità, all’istruzione, alle pensioni e per contrastare il lavoro povero e la crisi industriale (fenomeno particolarmente impattante in Abruzzo e Molise) – la Cgil stia chiedendo con forza l’improcrastinabile urgenza di assicurare risposte reali alle nuove generazioni, sia sul fronte del diritto allo studio che del contrasto alla precarietà di lavoro, in definitiva una legge di bilancio che guardi ai più deboli contrariamente a quanto il governo ha fatto in questi anni. Ci accingiamo inoltre, anche insieme alle associazioni de “La via Maestra”, ad organizzare assemblee, volantinaggi e dibattiti pubblici proprio allo scopo di assicurare la massima visibilità e comprensione da parte della cittadinanza dei temi dello sciopero».  

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