La lettera di Masci al Centro: «Il confronto acceso con Marsilio non intacca la nostra stima»

Il sindaco di Pescara scrive al nostro giornale: «Io e l’amico Marco siamo “gemelli del gol”, andiamo avanti»
PESCARA. Ho molto apprezzato la lettera del presidente Marsilio e ne condivido pienamente lo spirito, il merito e anche l’amarezza che traspare quando stigmatizza un metodo vergognoso che non appartiene né a lui, né a me, né a chi intende la politica come servizio e non come teatrino per qualche comparsa in cerca di uno scampolo di notorietà. Mi unisco con convinzione al suo disprezzo per le “gole profonde” e gli “ominicchi” della domenica, che confondono la passione per le cose da fare con l’avanspettacolo da rotocalco, tradendo la fiducia accordata e svendendo la lealtà istituzionale per un pettegolezzo da corridoio.
Chi ricorre a questi squallidi espedienti, peraltro in forma anonima, dimostra solo la propria inconsistenza di argomentazioni e la totale assenza di rispetto per la squadra di cui fa parte e, non ultimo, per la sua stessa dignità. Tra me e Marsilio, fortunatamente, le cose stanno diversamente. I miei unici punti di riferimento sono sempre stati l’amore per Pescara e il bene della nostra comunità. Un amore viscerale, alcuni lo considerano esagerato, che mi porta ad affrontare i temi che riguardano la città con un ardore e un fervore che talvolta possono, mio malgrado, risultare eccessivi.
Se è successo questo con l’amico Marco, in occasione dell’ultima riunione, per divergenze di vedute, certamente superabili, su argomenti ricorrenti della politica e delle azioni locali, mi dispiace e me ne rammarico, ma mai ho pensato che questi confronti, per quanto accesi, potessero intaccare l’amicizia, la stima e il forte spirito di collaborazione fra noi.
In questi sette anni abbiamo dimostrato cosa significa amministrare, decidere e governare sul serio. Marsilio mi ha detto in tante occasioni, di fronte agli eccezionali obiettivi che abbiamo raggiunto, che noi eravamo i “gemelli del gol” e ho sempre pensato che quella metafora calcistica desse proprio il senso di una grande unione personale, politica e umana, di una complementarietà vincente, di un idem sentire che superasse la quotidianità per raccogliere le sfide del nostro tempo attraverso una visione strategica di lungo periodo.
Tutto ciò mi porta a pensare di Marsilio, in maniera speculare, le stesse cose che lui ha scritto di me sulla lettera pubblicata ieri, senza tema di smentita. Di gol, io e Marsilio, in questi anni, ne abbiamo segnati tantissimi, realizzando quello che per decenni è stato considerato impossibile: abbiamo portato a casa vittorie storiche che lui ha citato e l'elenco completo sarebbe veramente troppo lungo; abbiamo affrontato e risolto nodi infrastrutturali ed economici che nessuno prima di noi aveva mai avuto la forza, il coraggio e la volontà di toccare.
Non sarà un caso se le urne ci hanno dato ragione, premiando entrambi e confermando una squadra vincente con consensi e vittorie elettorali senza precedenti, sia in Regione che a Pescara. Questo è stato possibile perché ci siamo sempre mossi da galantuomini che hanno una sola parola, capaci di fidarsi l’uno dell’altro e di guardarsi negli occhi.
La forza della nostra sinergia sta proprio qui: non nel pensiero unico, ma nella capacità di confrontarci e persino di scontrarci con schiettezza, ma in questi anni, come ha ben evidenziato lo stesso Marsilio, non ricordo un’occasione in cui non siamo stati d’accordo sulle grandi scelte e non ci siamo rimboccati le maniche, nei rispettivi ruoli, per raggiungere i traguardi fissati. Abbiamo sempre trovato la sintesi migliore per il bene di Pescara e dell’Abruzzo. Ed è per questo che sono pienamente d’accordo con lui: non abbiamo bisogno di intermediari interessati, né di “gole profonde” che cercano di speculare sulle nostre discussioni.
Le decisioni importanti per il futuro della nostra comunità le continueremo a prendere parlandoci direttamente, magari da soli, con la franchezza, la lealtà e la fiducia reciproca che ci hanno contraddistinto fin dal primo giorno. Pescara e l’Abruzzo vengono prima di tutto. Continuiamo a lavorare insieme; sono certo che lo faremo ancora per tanti anni, come abbiamo sempre fatto.
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