Roma-Pescara, i dubbi del Pd: «I fondi stanziati basteranno?»

Il consigliere dem Di Marco chiede una commissione con la giunta per fare chiarezza sull’opera: «Il progetto in Regione non c’è e non sappiamo se i 952 milioni siano sufficienti: ci sono zone d’ombra»
PESCARA. Il cronoprogramma non è arrivato, così come non è stato ancora trasmesso lo stato di avanzamento dei lavori avviati nell’aprile dello scorso anno. E di fatto il progetto, in Regione, «sulla carta non c’è». Non si sa nemmeno se i 951 milioni di euro stanziati basteranno, tanto che i Comuni di Manoppello, Alanno, Scafa, Chieti e Rosciano si stanno muovendo per convocare i vertici Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) per capire perché nonostante l’avvio formale del cantiere non si registrano progressi sull’avanzamento del progetto. Parliamo del raddoppio ferroviario della Roma-Pescara, un’opera divisa nei lotti 1 e 2 (tra Chieti, Manoppello, Scafa, Alanno e Rosciano): la scadenza dei lavori è già slittata al 2028 (rispetto alla fine del 2027 inizialmente prevista) per via dei ritardi accumulati tra espropri e autorizzazioni dei ministeri. E dopo le ripetute denunce dei consiglieri dem, il vicepresidente regionale della commissione Infrastrutture, Antonio Di Marco (Pd),ha presentato un’interrogazione per fare luce su quindici «zone d’ombra» chiedendo anche al presidente della commissione Vigilanza, Sandro Mariani, una seduta straordinaria per fare chiarezza sullo stato di avanzamento dei lavori insieme all’assessore alle Infrastrutture e Trasporti Umberto D’Annuntiis, all’assessore alle Attività produttive Tiziana Magnacca, ai responsabili del procedimento di Rfi e Italferr, al direttore del Dipartimento Infrastrutture della Regione Abruzzo e ai rappresentanti delle aziende del territorio interessate dagli espropri.
LA VERIFICA SUI CANTIERI
Nello specifico, il consigliere domanda se «il numero dei lavoratori e dei mezzi operativi attualmente impiegati nei cantieri dei due Lotti corrisponda a quello previsto dal programma» e se le attività svolte siano ancora costituite da interventi preparatori, compresi quelli relativi all’acquisizione e alla disponibilità delle aree. Di Marco chiede infatti di conoscere, per ciascuno dei due lotti, «quanti siano» i Sal (Stato Avanzamento Lavori) e «quale sia l’importo complessivo dei lavori contabilizzati oltre a quello effettivamente liquidato all’appaltatore».
LE CRITICITÀ DEI LOTTI
Il consigliere punta poi l’attenzione su eventuali problemi emersi durante l’esecuzione, chiedendo se siano state rilevate «criticità tecniche, amministrative o autorizzative» che abbiano inciso sui tempi e se l’appaltatore abbia «iscritto riserve nel registro di contabilità o sottoscritto con riserva i Sal emessi», specificandone eventualmente importi, motivazioni e stato di definizione. «È necessario chiarire se le risorse attualmente disponibili siano sufficienti a garantire la realizzazione integrale dei Lotti 1 e 2, se siano intervenute o siano in corso varianti rispetto al progetto originario e, in caso affermativo, per quali ragioni e con quali conseguenze su tempi e costi».
LA COPERTURA FINANZIARIA
C’è poi il nodo finanziario. Nell’interrogazione viene indicato per i Lotti 1 e 2 un quadro economico complessivo di circa 951 milioni di euro. Di Marco domanda quindi se «l’attuale quadro finanziario» consenta la realizzazione dell’opera «senza ulteriori stanziamenti» e, in caso contrario, quali altre risorse siano necessarie. «Basta dire che non c’è il progetto in Regione per capire la situazione», prosegue il consigliere dem, «se c’è un problema di risorse e di aumento dei prezzi bisogna saperlo. Così come pretendo di sapere se siano emersi problemi che rendano più complessa la realizzazione del raddoppio ferroviario come progettato all’inizio e, inoltre, se vi siano lavorazioni che nelle condizioni attuali non possono essere eseguite. E questo è solo l’inizio rispetto a quello che mi aspetterà nei prossimi mesi: ricordiamo che era tutto da concludere entro fine anno».
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