Comunicato Stampa: Fiscalità delle flotte aziendali: la proposta di riforma per sostenere le imprese italiane

21 Settembre 2026

Con la fine degli incentivi all’acquisto, le flotte aziendali possono diventare uno strumento strategico per rilanciare il mercato automotive italiano a zero e basse emissioni.
In Italia il canale aziendale pesa poco meno del 30% delle nuove immatricolazioni, contro circa il 60% nell’Unione europea. Un divario che penalizza non solo la diffusione dell’elettrico sia puro che ibrido plug-in, ma l’intero processo di rinnovo del parco e il successivo ingresso dei mezzi nel mercato dell’usato.

Il rafforzamento del canale aziendale può rappresentare, quindi, una leva di politica industriale e di mercato, capace di sostenere contemporaneamente la domanda di veicoli nuovi, la transizione tecnologica e il rinnovo del parco circolante italiano, tra i più anziani dei grandi mercati europei.

Il rafforzamento delle flotte è inoltre al centro della strategia europea: dal Clean Corporate Vehicles Regulation all’Industrial Accelerator Act e all’Electrification Action Plan, l’elettrificazione delle flotte viene riconosciuta come leva per la decarbonizzazione, la competitività industriale e la sicurezza energetica.

È in questo quadro che la fiscalità delle auto aziendali deve diventare uno strumento per rilanciare il mercato automotive italiano.
Con questo obiettivo, ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE hanno trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una proposta congiunta di revisione della fiscalità delle flotte aziendali, costruita per essere sostenibile per i conti pubblici e immediatamente operativa.
La proposta consentirebbe l’immatricolazione di circa 400.000 veicoli a zero e basse emissioni nel triennio 2027-2029, a fronte di un impegno finanziario stimato in 515 milioni di euro. La proposta prevede, inoltre, l’eliminazione della penalizzazione fiscale sulla ricarica domestica dei veicoli aziendali, misura il cui impatto finanziario è stimato in meno di 2,5 milioni di euro.

L’intervento avrebbe così un effetto che va oltre la sola riduzione delle emissioni, contribuendo, al contempo, a sostenere la domanda di veicoli nuovi, accelerare il ricambio del parco e alimentare il mercato dell’usato con veicoli più efficienti. Un circolo virtuoso a beneficio dell’intera filiera automotive e del tessuto produttivo del paese.
La proposta si inserisce, inoltre, in una congiuntura politica europea favorevole, alla luce dei recenti orientamenti assunti a Bruxelles. La clausola di flessibilità apre, infatti, uno spazio di bilancio per finanziare investimenti con effetti strutturali sulla riduzione delle emissioni e sulla transizione verso una mobilità più sostenibile. Le risorse per intervenire, dunque, ci sono: lo spazio fiscale riconosciuto dalla Commissione è utilizzabile a partire dalla prossima Legge di Bilancio.

“È il momento di trasformare le flotte aziendali da anello debole a motore dell’elettrificazione italiana”, sottolineano le associazioni. In un momento in cui il mercato sta risentendo della fine degli incentivi, occorre utilizzare tutti gli strumenti disponibili per sostenere la domanda e accelerare il rinnovo del parco. Una fiscalità delle auto aziendali più competitiva e allineata ai principali mercati europei consentirebbe di raggiungere contemporaneamente obiettivi industriali, ambientali e di sicurezza energetica”.

ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE confermano la piena disponibilità a confrontarsi con il Governo per rendere operativa la proposta già a partire dalla prossima Legge di Bilancio e trasformare il canale delle flotte aziendali in un motore stabile del mercato automotive, dell’elettrificazione e del rinnovo del parco circolante italiano.

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