Scacco al mercato della droga a Rancitelli: 7 arresti. Le intercettazioni: “Ogni persona che porti lei ti fa un regalo”

18 Giugno 2026

Pescara, il blitz dei carabinieri del Nor. Intenso viavai nell’alloggio gestito da Sabina Bevilacqua e Fabio Spinelli. Scattano sette arresti. Il giudice: «Capaci di soddisfare le richieste a tutte le ore grazie all’azione di tutti i membri del nucleo»

PESCARA. I carabinieri del Nor di Pescara mettono a segno un altro duro colpo al traffico di droga nella zona di Rancitelli e sette persone finiscono nella misura cautelare firmata dal gip Anna Fortieri su richiesta del pm Anna Benigni.

In carcere finiscono Sabina Bevilacqua, ritenuta il perno dell’attività di spaccio, e Fabio Spinelli. Divieto di dimora a Pescara, invece, per Antonietta, Monica, Francesco Pio e Alessio Spinelli, tutti familiari; coinvolto anche un figlio minorenne del quale si sta occupando la procura minorile dell’Aquila. Un lavoro certosino quello dei militari che non hanno lasciato scampo a questa “famiglia della droga” che aveva nell’abitazione di via Lago di Borgiano il suo quartier generale dove passavano più di 50 clienti al giorno: un immobile dell’Ater che aveva avviato una procedura di decadenza dall’assegnazione per Fabio Spinelli per i suoi numerosi precedenti penali.

«L’attività d’indagine», scrive il gip Fortieri nella misura cautelare, «finalizzata a disvelare i meccanismi di operatività di una lucrosa piazza di spaccio, ha reso necessario il ricorso a indagini tecniche di particolare complessità posto che i precedenti tentativi di perquisizioni avevano evidenziato un’organizzazione criminale strutturata a livello professionale e presidiata da una serie di accorgimenti finalizzati ad eludere i controlli ed evitare i sequestri delle forze dell'ordine». Ma anche Sabina Bevilacqua, nonostante la sua accortezza nell’agire, è scivolata su una buccia di banana a seguito dell’intensa attività investigativa dei carabinieri della sezione operativa guidata dal maresciallo capo Antonio Ronci: un contatto Whatsapp dal quale i militari sono risaliti alla donna dopo aver interrogato l’interlocutore.

Mesi di indagini con telecamera audio e video nel pianerottolo di casa con i quali sono stati ripresi scambi e cessioni che avvenivano sulla soglia: droga, soprattutto cocaina e crack, che a volte veniva consumata nel sottotetto della palazzina. «Le intercettazioni ambientali», scrive ancora il giudice, «hanno evidenziato l'impegno della Bevilacqua anche nel “cucinare” lo stupefacente, termine con il quale ci si riferisce alla preparazione dello stupefacente da cedere, il che evidenzia l’esistenza in via Lago di Borgiano non di un semplice luogo di smercio, ma anche di preparazione».

Quanto alle esigenze cautelari il giudice è stato chiaro nell’evidenziare il curriculum della Bevilacqua e di Fabio Spinelli: «Costoro appaiono essere soggetti dediti esclusivamente e professionalmente alla commissione di delitti inerenti la detenzione e la cessione di stupefacenti.Analogamente deve dirsi per i figli, benchè incensurati, ma pienamente e fattivamente inseriti nel malato tessuto familiare».

Il quadro che sintetizza il giudice è molto eloquente quando parla, ad esempio, «dell'impressionante numero di cessioni documentate con modalità audio e video in un arco di tempo nemmeno troppo lungo; della professionalità nell’attività illecita evidenziata dalle particolari cautele che, di volta in volta, gli indagati mettono in atto per evitare irruzioni delle forze dell'ordine; della capacità di soddisfare la richiesta dei clienti a tutte le ore del giorno e della notte grazie all'azione sinergica ed interscambiabile di tutti i membri del nucleo familiare e grazie anche all’attività di preparazione della droga curata personalmente da Sabina Bevilacqua». E per finire, il giudice sottolinea anche la capacità di fidelizzazione della clientela da parte della “capo famiglia”, ad esempio «cedendo gratuitamente piccole dosi a coloro i quali portano nuovi clienti e come eserciti un controllo sugli acquirenti per evitare che gli stessi si rivolgano ad altri fornitori». E la riprova arriva da un colloquio registratori tra due clienti: «Questa, ogni persona che gli porti lei ti dà i regali».

@RIPRODUZIONE RISERVATA