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Il commentone della 23esima giornata di Serie A

2 Febbraio 2026

L'Inter continua a vincere e il Napoli insegue, in attesa del Milan. Anche la Juventus sembra aver trovato un ottimo ritmo, rifilando una pesante batosta al Parma. In zona salvezza, il Cagliari si porta a un buon margine sulle ultime tre posizioni, mentre Verona e Pisa restano il fanalino di coda

Lazio vs Genoa

La 23esima giornata si apre con l’anticipo del venerdì tra Lazio e Genoa, in una cornice di pubblico surreale: l’Olimpico è quasi deserto a causa della protesta della Curva Nord di disertare l’ingresso, seguita da migliaia di sostenitori anche di altri settori. Nel mirino è il presidente Lotito, colpevole di aver svolto una campagna acquisti tutt’altro che convincente specie dopo il blocco estivo del marcato: sono stati venduti due perni come Guendouzi e Castellanos, quando invece ci si aspettava di rinforzare la rosa. Il clima non aiuta i biancocelesti, che ne risentono in campo: sembra esserci paura, con la testa che non è libera da condizionamenti. Ma nel secondo tempo cambia tutto, grazie a un episodio: Isaksen viene servito da Maldini e prova a mettere il pallone in mezzo, che finisce prima sul piede di Ostigard e poi carambola sulla mano di Martin, in posizione decisamente scomposta. Zufferli viene richiamato al monitor e decide di assegnare il calcio di rigore: esecuzione impeccabile di Pedro, che spiazza Bijlow e sblocca la gara. Passano appena 6 minuti ed ecco il raddoppio: lancio lungo di Provedel per Isaksen, con Martin che va completamente a vuoto: il danese arriva sul fondo, rientra e appoggia a rimorchio per Taylor, che con un destro chirurgico pesca l’angolino. Prima gioia italiana per l’ex Ajax, uno dei volti nuovi dell’Aquila. I padroni di casa sembrano aver messo una seria ipoteca sul match, ma dopo appena 3 minuti si riapre tutto: Gila ribatte in scivolata un tentativo di Martin, ma poi lo stesso ex Real Madrid respinge la conclusione di Malinovskyi di istinto, allargando il braccio verso il pallone. Anche stavolta è necessaria l’on field review per l’assegnazione del penalty: dagli 11 metri Malinovskyi calcia con molta potenza, con Provedel che sfiora soltanto ma non può evitare che il Grifone dimezzi lo svantaggio. E, al 75’, il ribaltone si concretizza: è sempre l’ex Atalanta l’incaricato per le palle inattive, che prova il gol olimpico direttamente da calcio d’angolo; la sfera si infrange però sul palo, con Vitinha che è pronto a ribadire in rete il tap-in. Altra rimonta pazzesca dei rossoblu, in svantaggio di due gol come nello scorso fine settimana. Ma stavolta l’impresa non riesce, per colpa della terza massima punizione della partita: Ratkov prende bene il tempo alla retroguardia ligure e stacca di testa, con Ostigard che salva il tiro con un intervento irregolare. È ancora necessaria la revisione per l’arbitro Zufferli, che concede il rigore al minuto 100: dal dischetto Cataldi non trema, la piazza all’angolino e bacia lo stemma come dimostrazione di amore verso la propria gente. Termina per 3-2 un divertentissimo Lazio-Genoa, con Sarri che riparte dopo le ultime brutte prestazioni. In conclusione, necessita di un’analisi la prestazione del direttore di gara Zufferli, salvato in ben tre occasioni dal Var Camplone e dall’Avar Guida: non si può giudicare sufficiente la sua prova, con situazioni più che evidenti che dovevano essere segnalate in tempo reale. In generale è sempre più diffusa la tendenza a non fischiare immediatamente in caso di dubbio, ma questa non è sicuramente la strategia corretta da applicare.

Pisa vs Sassuolo

Il sabato inizia con la sfida tra Pisa e Sassuolo. Il ritmo è subito molto elevato, con il match che sarà entusiasmante. Al 25’ si sblocca la gara: Tramoni viene servito sul filo del fuorigioco e poi mette in mezzo, con Muharemovic che salva; sul ribaltamento di fronte, Thorstvedt serve Berardi, che punta, sterza sul destro e scarica un missile sotto alla traversa, imparabile per Scuffet. Dopo circa due mesi, Domenico Berardi torna a giocare dal primo minuto e mette subito la propria firma. È scatenato l’esterno italiano, che regala meraviglie su meraviglie: al 45’ trova un corridoio meraviglioso per Konè, ma Scuffet si supera sulla conclusione ravvicinata. Nel recupero di primo tempo, però, arriva il raddoppio neroverde: corner di Laurienté, respinta con i pugni di Scuffet e aggancio di Berardi, che va ancora una volta sul piede meno forte e la crossa rasoterra, trovando la sfortunata deviazione amica di Caracciolo. C’è ancora una volta lo zampino del giocatore nato a Cariati, che è proprio incontenibile nella prima metà di gioco. Nella ripresa arriva il colpo di scena: le Torri, tramortite nel primo tempo, vengono caricate all’intervallo da Gilardino e rientrano con una carica pazzesca. E l’1-2 non tarda ad arrivare: Leris arriva sul fondo e appoggia a rimorchio, con Durosinmi che la sistema ad Aebischer: lo svizzero si coordina in un attimo e piazza il pallone a fil di palo, dove Muric non può arrivare. Partita completamente cambiata, con l’inerzia che ora pende a favore dei nerazzurri, che sfiorano il pari dopo appena 54 secondi: lancio di Aebischer per Leris, che tira da posizione defilata per via dell’uscita senza senso da parte di Muric, salvato da Idzes grazie a un intervento sensazionale sulla linea di porta. Ma al 58’ ecco il gol che chiude i conti: Matic viene servito all’altezza dello spigolo dell’area di rigore, temporeggia, scruta la situazione in area e poi serve a rimorchio Konè, che con il destro non lascia scampo a Scuffet. Seconda vittoria consecutiva per la squadra di Grosso, mentre il Pisa resta in zona rossa.

Napoli vs Fiorentina

Alle 18 va in scena Napoli-Fiorentina. Al Maradona la sfida è delicatissima per entrambe, perché la viola resta in una difficile situazione di classifica, mentre i partenopei sono reduci dalla pesante eliminazione in Champions League. Ma dopo 11 minuti si stappa l’incontro: lancio lungo di Meret per Hojlund, che subisce la trattenuta da parte di Pongracic e che però lascia la strada completamente spianata a Vergara, bravissimo a portarla avanti e a freddare De Gea con un diagonale chirurgico. Momento magico per il prodotto del vivaio, che in 3 giorni è riuscito a trovare il primo gol sia in Champions sia in Serie A. Sbloccato il parziale, ora gli azzurri premono sull’acceleratore: al 23’ Gutierrez premia la sovrapposizione di Di Lorenzo che cerca Hojlund, con Comuzzo che è decisivo; il pallone resta però in area piccola: i due combattono e Comuzzo riesce a salvare in qualche modo, colpendo il legno della propria porta nel tentativo di spazzare e venendo aiutato da Gosens a rinviare. I toscani restano dunque in partita e, appena 2 minuti più tardi, vanno vicinissimi al pari: traversone da palla inattiva di Fagioli, con Piccoli che prende l’ascensore e indirizza benissimo, colpendo il palo; l’azione non è però finita e il pallone termina di nuovo tra i piedi di Fagioli, che la rimette in area: è ancora Piccoli a impattare e McTominay si oppone, con la sfera che poi termina sulla testa di Gosens che fa la sponda per Gudmundsson, ma Meret è eccezionale sulla deviazione sottoporta. Intervento super dell’ex Spal, ma c’è grande preoccupazione in casa Napoli: infatti, resta a terra capitan Di Lorenzo, che appoggia male il ginocchio: le prime sensazioni non fanno ben presagire, ma gli esiti strumentali hanno scongiurato la rottura del legamento crociato confermando però un trauma distorsivo di secondo grado al ginocchio sinistro. Pronti, via e nella ripresa cambia subito il risultato: Gutierrez riceve da Vergara e punta Gosens: l’ex Girona approfitta del mancato raddoppio di marcatura e si accentra, facendo partire un tiro a giro perfetto, che si insacca all’angolino. 2-0 di fondamentale importanza, che però dura poco: Fagioli trova Dodò nella sua metà campo, che supera Spinazzola e Lobotka con il controllo orientato. Il brasiliano punta ora l’area avversaria e serve Piccoli in profondità, che però non riesce a concretizzare il contrattacco: la palla resta comunque in area e la respinta termina sul destro di Solomon, che riporta la Fiorentina in partita grazie al suo primo gol “italiano”. I campani sono in netta difficoltà atletica, evidenziata in particolare dalla carenza di ossigeno: sono molte le gare ravvicinate e, complici anche i tanti infortuni, i prescelti di Conte sono spesso gli stessi, che dunque non riescono a rifiatare. Ma i toscani non riescono ad approfittarne, con poche occasioni: il più pericoloso è Kean, subentrato nella ripresa ma non al top della condizione: il bomber italiano prima viene servito da Gudmundsson e Meret ci mette i guanti, poi riceve un lancio spettacolare da parte di Fagioli, di oltre 50 metri, che però non aggancia bene e la conclusione esce fuori strozzata. Successo fondamentale per il Napoli di Conte specialmente dal punto di vista psicologico, con l’eliminazione dalle coppe europee che avrebbe potuto avere delle pesanti ripercussioni ma che così non è stato; la viola resta invece al terzultimo posto, ma è evidente che è una zona che non compete agli uomini di Vanoli, chiamati a guadagnare punti nei prossimi impegni.

Cagliari vs Verona

In serata sfida salvezza fondamentale tra Cagliari e Verona, che vengono da un momento di forma ben diverso: i rossoblu sono reduci da due grandi vittorie contro Fiorentina e Juventus, mentre gli scaligeri non trovano il successo da un mese e mezzo. E la differenza di stati d’animo si vede subito in campo: Perilli è miracoloso sulla conclusione dalla distanza di Mazzitelli al 19’, mentre non può nulla nel secondo duello con l’ex capitano del Frosinone: strepitoso Palestra a saltare due avversari con qualità e potenza e ad appoggiare a rimorchio per Obert, che favorisce Mazzitelli con un colpo di tacco: il classe ’95 tira di prima intenzione con il mancino, mandando il pallone all’angolino. Gran gol di Mazzitelli, che sblocca una gara senz’altro complicata. E sulle ali dell’entusiasmo il Casteddu trova anche il raddoppio: corner di Esposito che viene allontanato, con Palestra che scarica nuovamente sull’ex Inter: è bravissimo Sebastiano Esposito ad agganciare con il destro e a crossare con il mancino sul secondo palo, dove c’è Kilicsoy che si coordina in una spettacolare rovesciata. Una perla del turco consente ai rossoblu di andare a riposo sul doppio vantaggio, con la ripresa che è ancora più in tranquillità a causa di un episodio: Sarr la stoppa, se la allunga e calcia, mancando il pallone e colpendo invece Zé Pedro, ricevendo così il secondo giallo da parte dell’arbitro Bonacina. E, dunque, arrivano anche altri gol: Perilli prova a tenere in vita i suoi con un miracolo su un tiro da fuori di Luperto, ma non può nulla all’84’: corner di Esposito e deviazione aerea di Adopo, con Perilli che si supera ma non può nulla sul comodo tap-in di Sulemana, che sigla il suo primo gol in questo campionato. E nel recupero ecco il poker: cross di Zappa dalla trequarti e incornata perfetta di Idrissi, che arriva in terzo tempo e non lascia scampo al portiere. Vittoria senza discussioni per gli uomini di Pisacane, che si portano a +11 sulla zona retrocessione, mentre i gialloblu restano all’ultimo posto al pari del Pisa.

Torino vs Lecce

All’ora di pranzo di domenica si affrontano Torino e Lecce, distanti solo 5 punti in classifica: il Toro è in piena crisi, mentre il Lecce è appena sopra la zona retrocessione e in grande difficoltà in zona realizzativa. Ma anche il clima è molto complicato: sciopero dei gruppi della Curva Maratona in segno di protesta, con l’assenza del cuore caldo del tifo che si fa sentire. Tuttavia, dopo un inizio sottotono, i granata riescono a sbloccare il parziale: ottima giocata di Vlasic e traversone sul secondo palo per Che Adams, che arriva con i tempi giusti e insacca dall’interno dell’area piccola. Rete importantissima, alla quale gli uomini di Baroni cercano di dare seguito anche nella ripresa, non riuscendo però a trovare il 2-0 per colpa di uno straordinario Falcone: prima il capitano giallorosso salva con un miracolo una conclusione a botta sicura di Zapata, poi si salva di istinto su un colpo di testa ravvicinato di Maripan, con Danilo Veiga che spazza per completare l’opera. Dopo 4 sconfitte consecutive, rinasce il Torino, con Baroni che si mette al sicuro dopo le voci sul proprio futuro maturate nelle ultime settimane.

Como vs Atalanta

Alle 15 derby lombardo tra Como e Atalanta, per continuare a correre inseguendo l’Europa. Il match è carico di aspettative, che però cambiano dopo appena 7 minuti: Perrone provoca Ahanor che reagisce, rifilando uno colpo all’ex Manchester City. Pairetto non vede la situazione perché di spalle ma viene avvisato dal quarto uomo Marinelli, e decide di espellere il classe 2008. Gesto anche di inesperienza dell’italo-nigeriano, che condanna la Dea a giocare praticamente tutta la partita in inferiorità numerica. Si modifica, dunque, anche il canovaccio tattico del match: i lariani assaltano la porta di Carnesecchi alla ricerca del vantaggio. E l’estremo difensore nerazzurro è assoluto protagonista: prima blocca un tiro debole di Douvikas, servito in profondità da Baturina; poi inchioda a terra un piazzato di Nico Paz; infine respinge un bolide sempre dell’argentino e Scalvini è provvidenziale immediatamente dopo, negando a Perrone di ribadire in porta con una scivolata salva-risultato. Nella ripresa gli schemi restano invariati e i biancoblu continuano a spingere: le occasioni più importanti sono per Douvikas, che manca l’appuntamento con il pallone da pochi passi, per Morata, che conclude a lato da posizione più che favorevole, e per Ramon, che fa una super giocata ai danni di Bernasconi ma si deve arrendere all’ennesimo miracolo di Carnesecchi. Nonostante l’uomo in meno, gli orobici reggono, con grande resilienza e attenzione. Ma al minuto 93 arriva un episodio chiave: traversone di Baturina e anticipo di Scalvini, che però tocca il pallone con la mano. Dopo on field review, la decisione del direttore di gara è di concedere il calcio di rigore: dagli 11 metri si presenta Nico Paz, che però si fa ipnotizzare dall’eroe di giornata e conferma di non essere uno specialista, avendo sbagliato tutti e tre i rigori calciati con la maglia del Como. Grande occasione persa per la formazione allenata da Fabregas, con Juve e Roma che possono guadagnare margine; d’altro canto, prova di estremo valore dell’Atalanta: già alla vigilia del match, era prevedibile soffrire contro una squadra ben organizzata come il Como, figurarsi in inferiorità numerica per 82 minuti. Ciononostante, i nerazzurri hanno stretto i denti e hanno guadagnato un punto con tutte le proprie forze, dovendo ringraziare in particolare Marco Carnesecchi, il migliore in campo della sfida.

Cremonese vs Inter

Alle 18 l’Inter va a Cremona per continuare a tenere in vita la striscia di imbattibilità e per portarsi a +8, seppur momentaneamente, sul secondo posto. L’avvio è molto intenso, con il Biscione che pressa altissimo per recuperare velocemente il pallone. E il vantaggio arriva subito, al 16’: corner a uscire di Dimarco e incornata perfetta di Lautaro, che vale l’1-0. Ottavo assist di Federico Dimarco e tredicesimo centro per il capitano interista in campionato: numeri molto importanti per entrambi, che stanno trascinando la Beneamata. Ma i nerazzurri non smettono di spingere, alzando ancora di più il baricentro per mettere il risultato al sicuro: buona percussione di Luis Henrique e appoggio per Zielinski, che fa partire un mancino stupendo sul quale non arriva Audero. Gol meraviglioso, con la sfera che prende un giro improvviso e inganna l’ex estremo difensore dell’Inter, non esente da responsabilità. Punteggio rassicurante per Chivu, che però non vuole cali di attenzione dei suoi. La ripresa è protagonista però di un bruttissimo gesto: dal settore ospiti piove un petardo, che esplode vicino ad Audero. L’italo-indonesiano resta a terra per qualche minuto, stordito dal forte scoppio, e sotto alla curva meneghina vanno i giocatori più rappresentativi, oltre che Chivu: si cercano di calmare gli animi, non nascondendo però il disappunto per l’episodio. Tra le altre cose, Audero è uno dei componenti della squadra della seconda stella dell’Inter, essendosi comportato sempre con grande professionalità e da uomo spogliatoio. Vedremo quale sarà la decisione del giudice sportivo in merito, mentre nel frattempo è stato individuato l’autore dell’ignobile gesto e verrà denunciato non appena dimesso dall’ospedale: di fatti, il “tifoso” ha provato a lanciare un altro petardo in campo ma gli è stato impedito da alcuni ultras, con l’esplosione che gli ha causato la perdita di due dita. Ad ogni modo, l’accaduto è assolutamente da condannare, con elementi come questi che non hanno niente a che fare con i bei pomeriggi di sport. Tornando alla partita, il secondo tempo è di ordinaria amministrazione per i nerazzurri, che palleggiano e gestiscono le energie anche in vista delle prossime sfide. L’unico pericolo arriva al minuto 84, con Zerbin che si coordina benissimo su un pallone vagante e centra in pieno il palo. Decima vittoria nelle ultime 11 gare per l’Inter, che mantiene a distanza il Napoli e mette pressione al Milan.

Parma vs Juventus

L’ultima gara del weekend è l’incontro tra Parma e Juventus. Partenza a razzo dei bianconeri, che dopo neanche 50 secondi vanno vicinissimi al vantaggio: gran lancio di Locatelli per Kalulu, che resiste a Troilo e mette in mezzo per Conceicao, con Corvi che deve sfoderare tutti i suoi riflessi sul piazzato del portoghese. E al 6’ è ancora il figlio d’arte a sfiorare il gol: imbucata di Yildiz per McKennie e appoggio di prima intenzione all’ex Porto, che però centra in pieno la traversa da posizione più che favorevole. È al 15’ che tutti gli sforzi vengono premiati: corner a uscire di Conceicao e grande incornata di Bremer, che sigla il secondo gol in campionato dopo quello contro la Cremonese. I gialloblu non si fanno abbattere e provano a pareggiare i conti alla mezz’ora di gioco, ma un super Di Gregorio nega la gioia del gol a Valeri; e, dopo appena 7 minuti, arriva il +2: ottima sponda di David per Kalulu, in costante proiezione offensiva: il francese va sul fondo e crossa in mezzo per McKennie, che in acrobazia riesce a trovare la coordinazione e a incastrare il pallone all’angolino, mettendo a segno una rete spettacolare. La Vecchia Signora ha ora il pieno controllo sul match, ma a inizio ripresa i crociati riescono a dimezzare lo svantaggio: Circati viene servito sull’out mancino e crossa rasoterra, con Cambiaso che la spinge nella propria porta nel goffo tentativo di allontanare la minaccia. Il gol subito non spaventa però le Zebre, che in soli 3 minuti riportano la situazione sul doppio vantaggio: schema su calcio di punizione, con Miretti che esegue un traversone, Bremer fa la sponda e McKennie colpisce, ma centra in pieno la traversa; il pallone resta però in zona pericolosa e David cerca il tap-in, con lo stesso Bremer che corregge in porta la deviazione aerea del compagno. Infine, al 64’, David mette il punto esclamativo, appoggiando in porta da pochi passi dopo il tiro parato a Conceicao. Vittoria importantissima e molto convincente dei piemontesi, che si portano momentaneamente al quarto posto in attesa della Roma.

A chiudere la giornata i posticipi Udinese-Roma e Bologna-Milan, con le due formazioni in trasferta che inseguono i tre punti per poter continuare a tenere il passo delle avversarie rispettivamente per l’ingresso in Champions League e per il titolo.

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