Dipendente di una ditta teramana muore a 33 anni colpito dalla ruspa

13 Giugno 2026

La vittima è un operaio ivoriano che stava lavorando in un cantiere del lago di Gerosa, nel Fermano

TERAMO. Un incidente in un cantiere è costato la vita, ieri, a un operaio di 33 anni, originario della Costa d’Avorio e residente a Teramo. Si chiamava Youssef ed era arrivato in Italia nel 2015. Da alcuni anni viveva nel capoluogo aprutino assistito dalla rete di accoglienza della Caritas: lavorava regolarmente per una ditta edile teramana e ieri mattina era impegnato in un cantiere nella zona di Fermo. Qui, a Montefortino, si è verificato l’incidente. Il 33enne era nel cantiere collegato agli interventi del potabilizzatore del lago di Gerosa: le opere sono affidate dal gestore servizi idrici Ciip spa (cicli integrati impianti primari) e inserite nel progetto dell'Anello dei Sibillini.

Secondo una prima ricostruzione, la vittima si trovava accanto ma defilato rispetto ad un escavatore manovrato da un suo collega: durante una manovra di rotazione del mezzo, il 33enne sarebbe stato agganciato da una benna del macchinario e scaraventato contro una parete. I soccorsi sono stati immediati, ma purtroppo vani. Sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i carabinieri che hanno avviato gli accertamenti tesi a ricostruire la dinamica dell’accaduto e stabilire eventuali responsabilità. La tragedia di Youssef è al vaglio della magistratura che dovrà fare chiarezza.

Dopo l’incidente mortale la Ciip Spa ha espresso cordoglio e scritto in una nota ufficiale: «A seguito del drammatico evento, la dirigenza della Ciip, in qualità di stazione appaltante, si è recata immediatamente sul posto per effettuare un primo sopralluogo e acquisire ogni utile elemento sulla situazione, mantenendo un costante raccordo con le autorità competenti intervenute. La società seguirà con la massima attenzione tutti i successivi sviluppi e gli accertamenti in corso, assicurando piena disponibilità e collaborazione affinché venga fatta completa chiarezza sulla dinamica dell’accaduto e sulle eventuali responsabilità». Anche la Fillea Cgil Ascoli Piceno e Fermo chiede chiarezza: «Il lavoratore deceduto lavorava alle dipendenze dell'impresa Blu Appalti, aveva solamente 33 anni ed era di origine ivoriana. Un’altra vita che viene spezzata tragicamente sul lavoro e che non può lasciare nessuno indifferente e impassibile. Non servono altre parole occorrono fatti», scrivono i sindacati.

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