silvi

Frana di Silvi. Danni e paura: dal crollo di un’abitazione alla chiusura di una scuola

29 Marzo 2026

I primi cedimenti  lo scorso 26 gennaio Le abbondanti piogge delle ultime ore hanno aggravato la situazione

SILVI

Un’abitazione inghiottita da una nube di polvere e detriti. Tre famiglie salve perché fuggite solo poche ore prima. Il terreno fragile che continua a scivolare a valle, aiutato dalle piogge intense delle ultime ore. Una strada sventrata. Venti persone costrette a lasciare le case. Una scuola chiusa. Immagini di un’altra giornata di paura e apprensione a Silvi paese, in un territorio fortemente minacciato dalle frane.

PER CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI E ACQUISTA LA TUA COPIA DIGITALE
OPPURE IN EDICOLA

IL CROLLO

Lo squarcio si è aperto sulla Provinciale 29B in zona Santa Lucia. Prima un grosso pino finito sulla carreggiata e, poco dopo, è venuta giù una palazzina intera, i cui occupanti (tre famiglie) si sono salvati solo perché evacuati poche ore prima. Secondo quanto riferito dagli stessi, alcuni scricchiolii avrebbero anticipato il peggio: il cedimento prima delle fondamenta e poi il crollo di parte del tetto e del piano superiore, un’enorme nube di polvere si è sollevata in cielo visibile anche dalla collina versante Città Sant’Angelo. Nessun segnale allarmante fino al giorno precedente. «Abbiamo perso tutto, non abbiamo più nulla» hanno raccontato gli occupanti. Comune, Provincia e Regione sono impegnati a monitorare l’evoluzione dei cedimenti iniziati lo scorso 25 gennaio, con una imponente frana proprio in prossimità del versante basso di via Santa Lucia a Silvi. Da allora i sopralluoghi non si sono mai fermati e sono stati interessati geologi e tecnici esterni per verificare la natura del cedimento. Dalle analisi effettuate, sono emerse delle falde nel sottosuolo e delle micro sorgenti.

è zona rossa

Il 26 gennaio erano state evacuate due abitazioni. La terza – quella crollata – è stata sgomberata ieri. Mentre una quarta presenta gravi lesioni, con il tetto ormai compromesso e mura che lasciano in mostra evidenti crepe. In serata altre due abitazioni sono risultate inagibili. Undici famiglie e una ventina di persone in tutto rimaste senza un alloggio e sistemate in strutture ricettive della zona o ospitate da familiari e amici. Per aiutare gli sfollati rimasti senza nulla si è attivata una gara di solidarietà in paese. Tutta l’area è stata dichiarata zona rossa, con interdizione a veicoli e pedoni. Sul posto i vigili del fuoco di Roseto, in stretta sinergia con la Protezione civile, che hanno provveduto a sistemare le barriere protettive.

gli altri pericoli

Sotto osservazione anche il costone sopra via Santa Lucia, che si estende sotto via San Rocco, dove si trovano un asilo, una palestra comunale e una scuola elementare. In via precauzionale, il Comune ha disposto la sospensione della didattica fino al termine delle festività pasquali per un centinaio di alunni. Solo dopo gli esiti dei monitoraggi – domani verranno installati dei sensori – si deciderà sull’eventuale riapertura.

I TIMORI DEL SINDACO

Il sindaco Andrea Scordella è giusto immediatamente sul posto e, dopo un confronto con tecnici e geologi, ha espresso forte preoccupazione per quanto sta accadendo. «Dopo l’incontro in prefettura a Teramo, avvenuto giorni fa e diretto a monitorare tutte le frane in atto a Silvi paese, sono rimasto sorpreso dalla celerità degli eventi. Ho sentito il presidente della Regione Marco Marsilio al telefono per aggiornarlo su quanto sta accadendo. La frana è ancora in movimento e finché non si ferma non si possono effettuare progetti risolutivi. Il costone superiore sotto via San Rocco è monitorato e questo non desta preoccupazioni, perché è costituito da roccia. Ma precauzionalmente sono stati sistemati dei sensori per verificare eventuali, nuovi scostamenti del terreno. La frana sotto via Santa Lucia presenta invece situazioni morfologiche diverse, perché lì scorre acqua e ci sono dei rivoli idrici che potrebbero far cedere ulteriormente il suolo».

VIABiLità difficile

L’accesso al paese alto è di fatto pregiudicato e il borgo rischia l’isolamento. L’unica via di ingresso e d’uscita è la statale 553 Silvi-Atri, attraverso via San Rocco, a doppio senso di marcia, come la discesa di via Santa Lucia fino all’ex Moulin Rouge. I parcheggi dei residenti sono stati spostati con ordinanza sindacale in aree adiacenti, mentre il traffico pesante di bus e camion è stato interdetto. Una situazione che sta causando gravi disagi a residenti e attività, anche sotto il profilo turistico.

L’atteso vertice

Attesissimo è il summit in Comune fissato per martedì prossimo, durante il quale si discuterà la possibile riapertura della strada in zona Vallescura, interessata da una precedente frana, circa un anno fa. Sul punto Scordella ha aggiunto: «Sono fiducioso e spero nel buon senso delle parti – Aca, Enel, privati, strutture ricettive, Provincia – per un accordo sulla sistemazione dell’area. Se tutto andrà per il verso giusto, i lavori potranno partire ad aprile e si potrà contare su una riapertura tra due o tre mesi, in estate. Questo dipende dalla Provincia di Teramo che ha responsabilità sul tratto. I lavori dovranno partire prima nella parte alta della collina per alleggerire il carico. Vista l’instabilità e la presenza di rivoli d’acqua, la Provincia potrà valutare una riapertura anticipata anche a senso unico, se non ci saranno ulteriori criticità». Sul tema, era stato presentata anche una petizione popolare diretta a riaprire una delle arterie principali. Secondo i cittadini, per evitare l’isolamento la riapertura della strada franata in contrada Vallescura rimane l’unica soluzione plausibile.

Solidarietà

Solidarietà è arrivata dal Comune di Pineto. Per il sindaco Alberto Dell’Orletta «eventi come quelli verificatisi colpiscono nel profondo una comunità, mettendo a dura prova sicurezza, quotidianità e serenità. È proprio in queste circostanze, però, che emerge il valore autentico delle istituzioni e dei cittadini: restare uniti, sostenersi e reagire con determinazione. A Silvi va il nostro pensiero più sincero». Secondo i consiglieri d’opposizione al Comune di Silvi si tratta di un’emergenza nazionale. «È una calamità senza precedenti» avverte Vito Partipilo «quella di Silvi paese è un’emergenza nazionale. Il borgo sta morendo e occorre celerità negli interventi». Ennio Chiavetta della Federazione provinciale di Teramo di Sinistra Italiana esprime «la più sincera solidarietà alle cittadine e ai cittadini di Silvi».