Industria, per Teramo è l’anno più nero
In provincia più lavoratori in mobilità in 5 mesi del 2012 che in tutto il 2011. Confindustria: la situazione è pesante
TERAMO. Un sistema produttivo che boccheggia, e non solo per il caldo. Il presidente di Confindustria Teramo definisce «pesante» la situazione dell’economia in provincia. Salvatore Di Paolo consulta dati e statistiche da cui emerge che la tendenza è la peggiore d’Abruzzo.
I dati. «Nei primi 5 mesi dell'anno il numero delle aziende che ha richiesto la cassa integrazione ordinaria (61) è superiore al totale delle aziende dell'intero 2011(50), segnale inequivocabile della difficoltà in cui versano le imprese industriali della provincia», spiega il presidente, «sul piano territoriale, le aree interessate sono quelle localizzate lungo il fiume Tronto, Val Vibrata, l’area industriale di Teramo, Castellalto e della vallata del Vomano. Il numero maggiore dei dipendenti in cassa integrazione ordinaria (in totale sono 2.135, ndr) si riscontra nelle categorie legate ai settori legno, edilizia, metalmeccanico».
Più di 600mila le ore di cassa integrazione straordinaria (Cigs), che spesso prelude alla chiusura. «Le causali della Cigs sono principalmente ascrivibili a crisi aziendale», aggiunge Di Paolo, «nel 2011 abbiamo registrato 6 casi su 16 di cessazione di attività. Per il 2012 due casi di cessazione, uno di procedura concorsuale, il resto di crisi aziendale». C’è stato un exploit di contratti di solidarietà, in cui i dipendenti lavorano meno ore e in parte vengono pagati con la cassa integrazione, in modo da mantenere inalterato l'organico aziendale, in vista di una ripresa. In questo caso nei primi 5 mesi del 2012 le ore autorizzate (884.212) sono state quasi quanto quelle dell’intero 2011 (918.540). Non va meglio per le procedure di mobilità, che sanciscono veri e propri licenziamenti.
«Da questi dati», commenta Di Paolo, «emerge una situazione di seria difficoltà. I più preoccupanti sono quelli relativi a Cigs e contratti di solidarietà poiché non possiamo oggi prevedere se, al termine del periodo, la forza lavoro interessata potrà riprendere la normale attività lavorativa. Il trend storico mette in evidenza che la maggioranza delle imprese che ha fatto ricorso a questo istituto, al termine del periodo, purtroppo, ha attivato la mobilità. Voglio segnalare un altro dato che ci dice quanto è profonda la crisi in provincia: nei primi 5 mesi del 2012 all'Inps di Teramo sono pervenute 4684 domande di disoccupazione ordinaria e 8137 di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti (in provincia di Pescara, invece, 3000 e 3159)».
Gli aiuti. «Ci sono alcuni segnali favorevoli in termini occupazionali. Ad esempio i provvedimenti varati dall’assessorato al lavoro della Regione , con incentivi alle imprese (Lavorare in Abruzzo o Giovani (in)determinati e altro) che hanno avuto un effetto positivo ed hanno permesso di occupare del personale», osserva Di Paolo.
Le banche. Il credito è un'altra delle problematiche che assillanole imprese. «L'accesso al credito, anche per i perversi effetti di Basilea3, è difficoltoso, però è necessario che le imprese si convincano che non è più ipotizzabile avere credito sulla base di amicizie, di disponibilità di patrimoni immobiliari e altro. Innovazione, progetti di sviluppo, propensione all'esportazione, efficiente e trasparente organizzazione amministrativa ed etica aziendale sono caratteristiche necessarie per essere supportati dal sistema creditizio. Alle banche locali chiediamo, inoltre, di investire sul territorio quanto qui viene raccolto. Purtroppo in passato non sempre è avvenuto» .
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