La madre del sub disperso: «Voglio riabbracciare ancora mio figlio»

Giovanna Catanese spera che il corpo di Antonio Ridolfi venga recuperato al più presto, dopo essere sparito durante un’immersione
GIULIANOVA. Al momento l’unica cosa che non cambia nella tragica vicenda della scomparsa del sub giuliese 49enne Antonio Ridolfi sono le lacrime di una madre in attesa che il mare le restituisca il corpo. «Sembra incredibile», dice, «che proprio il mare che amava più di ogni altra cosa ce lo abbia portato via. Ho già detto che mi sono purtroppo rassegnata alla sua scomparsa, ma ho chiesto che mi venga restituito almeno il copro di mio figlio, lo vorrei rivedere comunque, un ultimo abbraccio che lui merita ed anche io come colei che continua ad attenderlo».
Giovanna Catanese, ex impiegata del Comune, da giorni in bilico tra paura e speranza, è anche andata al santuario della Madonna dello Splendore alla quale è devota come lo era il figlio. «Sono senza clamore, il dolore non si esterna e si allena e si attenua con il raccoglimento e la preghiera», racconta, «e con la speranza che non mi abbandona mai». Con lei resta l’altro figlio Francesco che non l’abbandona neanche un momento e condivide il dolore per la perdita di un fratello al quale era molto legato.
Nel frattempo non si fermano, ma cambiano scenario, le ricerche di Antonio da dieci giorni risulta disperso nelle acque di Torre Faro, a Messina, dopo essersi immerso in mare per un’escursione subacquea. Dopo giorni di attività senza esito, le squadre impegnate nelle operazioni hanno deciso di estendere il raggio delle ricerche, spostandosi anche verso zone più ampie dello Stretto. Nei giorni scorsi sono stati controllati diversi punti, anche attraverso immersioni in profondità. Le condizioni del fondale marino e la conformazione dell’area di ricerca rendono particolarmente complessa l’attività dei soccorritori, che stanno procedendo con verifiche sempre più mirate e progressivamente ampliando la zona ispezionata.
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