Lazzaroni, pompieri al lavoro da due giorni per domare il rogo

5 Luglio 2026

Dopo le ordinanze del primo cittadino Tiberii arrivano quelle dei sindaci di Isola e Castel Castagna: «Le aziende nelle zone limitrofe restino chiuse, stop alla circolazione nelle strade vicine»

COLLEDARA. Ancora fiamme. A oltre due giorni dall'inizio dell'emergenza, non è stato ancora completamente domato l'incendio che ha distrutto il deposito della Lazzaroni, l’azienda dolciaria nella zona industriale di Colledara. Nonostante il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi dei vigili del fuoco impegnati senza sosta nelle delicate operazioni di spegnimento e bonifica. Le operazioni sono proseguite anche ieri e stanno andando avanti con il supporto di squadre specializzate e nuclei operativi giunti anche da fuori regione. Il rogo è ormai sotto controllo, ma all'interno della struttura permangono numerosi focolai alimentati dal materiale stoccato nel deposito, che rendono particolarmente complesse le attività di spegnimento.

Per raggiungere i punti più difficili e intervenire con maggiore precisione è stato utilizzato anche un drone in dotazione a una squadra specializzata proveniente da Roma. Consente di sparare getti d'acqua nelle aree ancora interessate dalle fiamme, limitando l'esposizione degli operatori nelle zone più critiche. Sono stati inviati anche due mezzi pesanti del gruppo operativo speciale del comando dei vigili del fuoco dell’Aquila. L'area esterna è stata ormai messa in sicurezza e il tempestivo intervento dei pompieri ha consentito di salvare i vicini uffici del magazzino.

Il grande capannone e il suo contenuto, ovvero prodotti dolciari e materiali per l'imballaggio, sono andati distrutti. Si stimano danni per oltre un milione di euro. Restano ancora da accertare le cause che hanno innescato l'incendio. L’allarme è scattato venerdì, intorno alle 3.40, quando alcuni residenti hanno notato una densa colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza. Sempre venerdì il sindaco di Colledara Manuele Tiberii ha emanato due ordinanze: una di chiusura di tutte le aziende della zona industriale e la sospensione della viabilità in prossimità delle aree interessate. L’altra dispone ai residenti, ai lavoratori e a chiunque si trovi nel raggio minimo di 1 chilometro dall'incendio di adottare tutte le cautele in casa e fuori casa, di tenere ricoverati al chiuso gli animali domestici e da pascolo e con il divieto di raccolta, uso e consumo di prodotti coltivati.

Analoghe disposizioni sono arrivate ieri dai sindaci di Isola del Gran Sasso e Castel Castagna Giancarlo Di Marco e Rosanna De Antoniis. L’Arpa (Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente) è intervenuta invece per i primi rilievi ambientali nello stabilimento andato a fuoco. I tecnici hanno effettuato venerdì campionamenti nell'aria e nel fiume Mavone e dai primi risultati resi noti non sono emerse criticità ambientali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA