Torricella Sicura

“Accordo sul pagamento”, rientra la protesta degli operai sull'impalcatura: i lavoratori ottengono 8mila euro subito

27 Ottobre 2026

Il caso di Torricella Sicura. La svolta è arrivata grazie all'intesa raggiunta tra le parti al termine di un vertice ad alta tensione. L'accordo prevede il versamento immediato di 8mila degli 11mila euro complessivamente maturati dai tre operai, rimasti fermi nella loro protesta per oltre otto ore

TORRICELLA SICURA. Più di otto ore sospesi a dieci metri d'altezza, con la vita appesa al filo della disperazione e la sola pretesa di vedere riconosciuto il valore del proprio lavoro: si è conclusa poco dopo le 16 la drammatica protesta che da questa mattina alle 8 vedeva tre operai di nazionalità pakistana arroccati sulla sommità del ponteggio di un cantiere privato in regime di Superbonus 110%, nella frazione di Piano Grande a Torricella Sicura, in provincia di Teramo.

I tre lavoratori, dipendenti di una piccola impresa milanese inserita in una complessa catena di subappalti, rivendicavano il mancato pagamento di undicimila euro di stipendi arretrati. Già nella serata di ieri il gruppo di maestranze - composto da circa dieci persone - aveva manifestato l'intenzione di protestare, prima che la maggior parte decidesse di desistere e far rientro al Nord.

I tre 'irriducibili' rimasti hanno invece scelto la strada più drastica, salendo sull'impalcatura e rifiutando ogni proposta di acconto o saldo dilazionato formulata dalla ditta subappaltatrice di Modugno, in provincia di Bari, ritenuta ormai inaffidabile.

A terra si è attivata un'imponente macchina dei soccorsi con vigili del fuoco, sanitari del 118, polizia e carabinieri, affiancati da un negoziatore dell'Arma che ha condotto le trattative, in interlocuzione diretta con un mediatore linguistico amico dei tre.

Presente sul posto anche il sindaco Daniele Palumbi, che ha sottolineato la frustrazione istituzionale di fronte alle regole dell'edilizia privata. "Se fosse stato un appalto pubblico, il Comune sarebbe potuto intervenire direttamente, ma qui devono essere l'impresa principale e i subappaltatori a trovare una soluzione".

Dopo aver rifiutato persino l'invito a un tavolo di mediazione in municipio senza garanzie economiche immediate, la svolta è arrivata nel pomeriggio: i tre lavoratori sono scesi dal ponteggio solo dopo aver ottenuto la garanzia del pagamento immediato di ottomila euro degli undicimila euro dovuti, coperto per metà dall'impresa affidataria e per l'altra metà da quella in subappalto. Un accordo che ha scongiurato la tragedia, lasciando però sullo sfondo il ritratto crudo della vulnerabilità del lavoro e delle insidie della catena dei subappalti nella gestione del Superbonus 110%.