Nereto

Professore ferito a scuola: indagati quattro studenti. L’accusa: “Lesioni aggravate”

4 Giugno 2026

L’aggressione nell’istituto di Nereto. I nomi iscritti nel fascicolo aperto dalla Procura per i minorenni: l’accusa è quella di lesioni aggravate dall’aver colpito un pubblico ufficiale come lo è un docente nell’esercizio delle sue funzioni

NERETO. Quando un caso mediatico diventa un fascicolo giudiziario è il momento in cui ogni distanza si accorcia e il codice penale diventa il fil rouge.

Da ieri sono indagati quattro studenti minorenni coinvolti nell’aggressione al docente di diritto nell’istituto scolastico superiore Peano-Rosa di Nereto. Per tutti, età compresa tra i 14 e i 15 anni, l’accusa è quella di lesioni aggravate dall’aver colpito un pubblico ufficiale come lo è un docente nell’esercizio delle sue funzioni. Ovvero durante le lezioni.

L’inchiesta aperta dal procuratore per i minorenni dell’Aquila David Mancini segna la rotta in una vicenda che racconta ancora una volta il fenomeno paurosamente in crescita delle aggressioni ai docenti così come testimonia l’escalation nazionale delle ultime settimane: dal caso di Parma a quello di Capo d’Orlando.

E se l’inchiesta penale muove i primi passi dopo la denuncia presentata dall’insegnante e dalla dirigente scolastica Margherita Trua, quella interna alla scuola oggi approda davanti al Consiglio d’istituto chiamato a decidere sulle sorti scolastiche dei quattro. Nel ventaglio delle ipotesi la bocciatura con una insufficienza in condotta o l’espulsione. Perché la forza della scuola sta proprio nella sua capacità di essere presidio sociale. Sempre e comunque.

Il caso, su cui è intervenuto direttamente il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, è scoppiato mediaticamente qualche giorno fa dopo la presentazione della denuncia del docente. Si tratta di un insegnante di diritto, con una vasta a esperienza alle spalle e da tutti ritenuto prof modello sia nella didattica che nel rapporto con gli studenti, che ha comunicato ad alcuni allievi che non avrebbe consentito interrogazioni dell’ultim’ora a chi aveva delle gravi insufficienze da recuperare. Per questo in aula è stato circondato da alcuni studenti con qualcuno che lo ha spintonato contro il muro procurandogli una frattura al naso.

Il resto è cronaca raccontata nella denuncia presentata ai carabinieri che hanno subito avviato gli accertamenti sentendo testimoni nella loro veste di persone informate sui fatti. Ricostruzione approdata in Procura e che, fuori dal racconto mediatico della vicenda, mette insieme elementi d’indagine che ben delineano un’aggressione. Nel frattempo al prof sono arrivate le scuse da parte di una delle famiglie degli alunni coinvolti: «In merito a quanto accaduto a scuola desideriamo esprimerle le nostre più sincere scuse per l’episodio che l’ha coinvolta e per le conseguenze fisiche ne sono derivate», hanno scritto i genitori, «siamo profondamente mortificati per quanto successo e, al di là delle dinamiche che verranno chiarite nelle sedi opportune, riteniamo importante trasmetterle il nostro rammarico e la nostra vicinanza».

E se la scuola italiana oggi è lo specchio di un disagio giovanile che sempre più spesso chiama violenza passando da indagini sociologiche a fascicoli giudiziari, resta la profonda amarezza dell’insegnante che nel raccontare quello che gli è successo ha detto: « Spesso non c’è la consapevolezza delle azioni che si compiono e quindi se non c’è una reazione negli studenti si alimenta una sorta di sensazione che comunque qualunque cosa facciano è giustificabile, si crea una sorta di anarchia. Oggi più che mai c’è una deriva educativa».

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