Pescara

Ragazzine “spogliate” sulle chat di gruppo: indagati due 14enni nel Teramano

4 Giugno 2026

La Procura per i minorenni chiude le indagini a carico di due minorenni accusati anche di “revenge porn”. Quattro le coetanee parti offese: diffuse online le loro immagini denudate con l’Intelligenza artificiale

TERAMO. Ragazzine denudate virtualmente con immagini messe in rete e condivise su chat di gruppo. Vittime di deep fake in un fenomeno sempre più diffuso che – se a livello nazionale conta decine di volti noti dello spettacolo e della politica unite in una urgente richiesta di tutela e protezione delle libertà individuali – nel Teramano diventa caso giudiziario con la Procura per i minorenni che chiude l’indagine con la contestazione dei reati di pornografia virtuale e Revenge porn ai due 14enni studenti accusati di aver realizzato immagini, deepfake, mettendo il volto delle compagne di classe su un corpo nudo generato con l’Intelligenza artificiale e di aver poi diffuso quelle foto. Il caso è quello scoppiato in Val Vibrata e l’avviso di conclusione delle indagini firmato dal procuratore David Mancini mette un primo fermo nell’inchiesta. Quattro le parti offese. Secondo l’accusa i due ragazzini avrebbero modificato le immagini delle ragazze trovate sui social facendo ricorso all’Intelligenza artificiale e, così si legge nel capo d’imputazione, «rendendole immagini dal contenuto sessualmente esplicito, lasciando le parti riconoscibili inalterate, cioè il viso». Successivamente, sempre secondo l’accusa, avrebbero diffuso queste immagini in gruppi su Whatsapp e Telegram.

L’indagine, che ha mosso i primi passi dopo la denuncia dei genitori di due ragazze, ha visto il sequestro di alcuni telefoni cellulari e l’audizione di numerosi minorenni nella loro veste di persone informate sui fatti. Il resto è un’altra inchiesta della Procura per i minorenni dell’Aquila che affonda in un mondo di adolescenti che sempre più genera violenza individuale e di gruppo, che trova nei social uno dei canali preferenziali, che alimenta studi sociologici e fascicoli giudiziari.

Perché se l’Intelligenza artificiale è la nuova frontiera della pedopornografia tra deepfake, app clandestine e leggi in evoluzione, il confine tra ciò che è finzione e ciò che è reato si fa sempre più sottile. L’Italia punisce la pornografia virtuale, applicando le disposizioni del codice penale in materia di produzione, divulgazione, diffusione e detenzione di materiale pedopornografico anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni 18 o parti di esse. L’articolo di riferimento è il 600 quater 1 del codice penale, che punisce la pornografia minorile anche quando l’immagine non riguarda un minore reale, ma è creata attraverso l’uso di tecnologie digitali. Uno degli indagati è assistito dall’avvocata Odette Frattarelli.

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