emergenza carceri

Teramo. Detenuta di 32 anni si suicida in cella

24 Giugno 2026

La ragazza si è impiccata con il laccio di una tuta, inutili i soccorsi. A maggio è stato trovato morto un egiziano di 25 anni

TERAMO

Si è tolta la vita nella cella del carcere di Castrogno dove stava scontando una condanna per rapina. Condanna che sarebbe terminata nel 2029. Ma per lei quel “fine pena” non arriverà mai. La 32enne L.M., originaria della Repubblica Ceca, si è impiccata con un laccio di una tuta ieri mattina poco dopo mezzogiorno. Le richieste di aiuto e i soccorsi dei poliziotti dele 118, seppur tempestivi, sono stati vani. Per la ragazza non c’è stato nulla da fare. Gli agenti della penitenziaria hanno informato la magistratura ed il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia. Dalle circostanze e dall’ispezione cadaverica, infatti, non emergono dubbi di alcun tipo sulla dinamica.

Il suicidio della 32enne arriva a poche settimane di distanza da un altro decesso in carcere, quello di un egiziano di 25 anni morto dopo aver inalato del gas dal fornello in dotazione ai detenuti. Non è chiaro se il ragazzo volesse togliersi la vita oppure cercasse un modo per “sballarsi”, pratica purtroppo molto diffusa tra i reclusi. Episodi così tragici si continuano a consumare in un contesto, quello di Castrogno, dove i numeri e le condizioni di vita sono al limite. Solo pochi giorni fa Osapp e Sappe, i sindacati della polizia penitenziaria, erano tornati a denunciare a gran voce il sovraffollamento che supera il 178% e la carenza di organico. Troppi detenuti, pochi agenti. Almeno 50 le unità di personale mancante. Un sistema che acuisce quelle criticità che sono insite nel regime detentivo e che si scontrano anche con il tipo di lavoro che gli agenti devono affrontare: straordinari che si accumulano e che, tra l’altro, da mesi non vengono pagati. I pagamenti dei turni extra non vengono effettuati da gennaio e anche su questo si era levata forte la voce dei sindacati.

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