Accord Phoenix attesa per il piano delle riassunzioni

26 Luglio 2015

La Fiom: ora tempi rapidi per l’acquisizione degli spazi e l’ accordo sui criteri per la ricollocazione del personale

L’AQUILA. C’è grande attesa, tra gli oltre 200 lavoratori fuoriusciti dal polo elettronico, per la partenza dell’Accord Phoenix, dopo la firma del contratto di sviluppo con cui Invitalia ha stanziato 10,7 milioni, a fronte di un investimento complessivo di 38 milioni, per l’insediamento all’Aquila di un sito per lo smaltimento dei rifiuti elettronici.

Ora, entro tre o quattro mesi, va risolta la questione degli spazi, all’interno dell’immobile ex Finmek, e deve iniziare la trattativa con i sindacati sul piano delle riassunzioni.

La Fiom invoca tempi stretti e soprattutto chiede un accordo sui criteri con cui verrà selezionato il personale. In base alle direttive di Invitalia, la prima linea produttiva dovrà essere attiva entro sei mesi: secondo le anticipazioni dell’azienda, si partirà con 54 addetti, dopo sei mesi verrà attivata la seconda linea e gli operai saliranno a 90, per chiudere, dopo 18 mesi, con 115 persone al lavoro. Altre 13 saranno destinate al settore amministrativo, per un totale di 128 assunzioni.

«Il risultato raggiunto è finalmente positivo», afferma il segretario della Fiom Alfredo Fegatelli, «e ora va concretizzato attraverso l’acquisizione degli spazi. Il commissario Gianluca Vidal deve avviare le procedure per il bando pubblico e il Comune deve cedere la sua parte di stabile. Se tutto fila liscio, ci vorranno almeno tre o quattro mesi, tenendo conto anche dei necessari lavori di adeguamento. Ma subito dopo l’estate, tra settembre e ottobre, deve aprirsi il confronto sul piano industriale e quello delle assunzioni. Non dimentichiamo che ci sono grandi aspettative, fra gli oltre 200 lavoratori che provengono da Finmek, Fida, Intercompel e P&A Service, e i nuovi posti di lavoro dovrebbero essere 128. Non va assolutamente sottovalutata la circostanza, più volte sostenuta dal commissario Vidal, che la cessione della parte di proprietà dello stabile era legata al riassorbimento degli ex operai Finmek. E ci sono due accordi, sottoscritti negli anni passati a Palazzo Chigi», sostiene il sindacalista, «che tracciano un percorso di ricollocazione ben definito, iniziato con l’uscita di scena della Flextronics e l’acquisizione del patrimonio immobiliare da parte di Sviluppo Italia, poi diventata L’Aquila Sviluppo».

Per Fegatelli, quindi, occorre sedersi a tavolino e fissare criteri precisi sulle riassunzioni: «Intanto vanno capiti i numeri reali», aggiunge il segretario Fiom, «e poi va esaminato un quadro complesso, in cui ci sono tutti i lavoratori che provengono dal “ceppo storico” dell’Italtel, senza tralasciare i cosiddetti esodati. Bisognerà anche tenere conto di chi ha già perso la mobilità e delle professionalità che servono all’azienda».

Sulla carta ci sono circa 80 ex dipendenti della Finmek, 110 tra Intercompel e P&A Service, 60 di Fida: anche togliendo le persone che nel frattempo hanno già trovato una collocazione, si superano abbondantemente le 200 unità.

Romana Scopano

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