Addio a Ventimiglia, una piazza in lacrime per il soccorritore

19 Febbraio 2022

La bara portata a spalla dai tanti amici del Soccorso alpino Aveva 31 anni. Giovedì l’incidente in auto per evitare un cane

MAGLIANO DE’ MARSI. Una piazza gremita e silente ha accolto il feretro di Enzo Ventimiglia con il Velino illuminato dal sole a fare da sfondo. Sono stati i colleghi del Soccorso alpino arrivati da tutto l’Abruzzo, con in testa il capo stazione di Avezzano Fabio Manzocchi, ad accompagnare la bara al piazzale antistante la chiesa di Santa Lucia dove si sono svolti i funerali. Il papà Giorgio, addolorato e incredulo, con l a voce rotta dal pianto continuava a ripetere «non è giusto tutto questo». Mentre mamma Stefania fissava la foto dell’adorato figlio accanto all’altare scuotendo la testa «non doveva capitare». Impegnato con il padre nell’azienda “Professionisti del verde”, nella notte tra mercoledì e giovedì il 31enne stava rientrando a casa quando lungo la Cicolana, alle porte di Magliano, si è schiantato contro un palo di sostegno dell’illuminazione pubblica all’incrocio con via Circonvallazione. L’impatto gli è stato fatale. Vicecapostazione del Soccorso alpino e speleologico di Avezzano era sempre in prima linea per aiutare il prossimo come hanno ricordato ieri i sacerdoti e gli amici durante la funzione. «È inutile che proviamo a darci delle spiegazioni, se siamo qui è perché ci fidiamo di Dio», ha affermato don Patrizio Ciccone, ex parroco di Magliano, durante l’omelia, «vogliamo celebrare la vita come Enzo ci ha insegnato, perché lui era legato alla sua vita e a quella degli altri. Si dice dimmi come vai in montagna e ti dirò chi sei. In montagna si va in tanti modi, Enzo ce lo ha detto in lungo e in largo. Lui non era mai spavaldo, mai arrogante, poteva permettersi di fare questo e altro, eppure saliva le cime sempre con coscienza, responsabilità e umiltà tanto che la sua passione per la montagna era diventata servizio per altri». Nella piazza stracolma della chiesa di Santa Lucia regnava il silenzio interrotto solo dalle parole di don Emidio Cerasani, parroco di Magliano, don Patrizio e don Antonio Allegritti, parroco di San Pelino di Avezzano, che hanno concelebrato la messa, e dai canti del coro. «Enzo era un nostro concittadino che sapeva farsi notare per la sua effervescenza e per la sua educazione, ma soprattutto per sorriso che appariva sempre sul suo viso», ha ricordato il sindaco, Pasqualino Di Cristofano, «la presenza qui oggi della sua seconda famiglia, il Soccorso alpino, e delle associazioni di volontariato che hanno collaborato con lui in questi anni di attività, testimoniano quanto fatto da lui in tanti episodi: a Rigopiano, sul Velino e in altre occasioni. I familiari dei quattro escursionisti che per giorni ha cercato sul Velino mi hanno espressamente chiesto di portare il loro saluto e il loro grazie a Enzo». Non solo la comunità di Magliano, intorno ai genitori, alla sorella Michela e alla fidanzata Ilenia, si sono stretti il presidente del Soccorso alpino abruzzese Daniele Perilli, con il delegato Alpino Paolo Di Quinzio, i soccorritori della stazione del soccorso alpino della Finanza dell’Aquila, con il luogotenente Paolo Passalacqua. «Non abbiamo avuto tempo, ne avremmo voluto un pizzico in più», hanno detto gli amici prima di far volare dei palloncini verdi in cielo, «tu sei il sorriso amico, la spalla pronta a supportare. Lo spirito della festa. Non sappiamo dove ti trovi e se ci stai dicendo “quanto siamo babbi con questi musi lunghi”. Quello che sappiamo è dove sei rimasto: nei nostri cuori. Anche se breve è stato un bel viaggio. A presto Babbo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA