Addio al presidente Di Donato del club Fedelissimi Biancoverdi

19 Maggio 2022

Peppe, ex dipendente della Cartiera Burgo e storico tifoso dell’Avezzano, si è spento a 84 anni La sede del circolo era in via Fontana. Quando la squadra conquistò la D andò a piedi alla Pietraquaria

AVEZZANO. All’età di 84 anni è scomparso ieri Giuseppe Di Donato (Peppe per gli amici), ex dipendente della Cartiera e storico tifoso dell’Avezzano calcio fin dagli anni Settanta. Alla squadra cittadina aveva dedicato il club Fedelissimi Biancoverdi, raccogliendo l’adesione di altri tifosi che, come lui, condividevano la passione per il calcio e per l’Avezzano in particolare, divenendone presidente fino allo scioglimento. Un gruppo di amici che impiegava il proprio tempo libero seguendo le sorti del club sia nelle gare interne che in quelle fuori casa, organizzando anche pullman quando le vetture private non erano sufficienti per le trasferte. La sede del Club era situata all’inizio di via Fontana, esattamente dove ora è la sede dell’Avis. Era diventato il punto di riferimento per tutti i tifosi biancoverdi che quotidianamente si ritrovavano in quelle stanze per discutere delle problematiche legate a una società che già a quei tempi non navigava nell’oro. Di Peppe Di Donato, Adriano Megna ricorda che «nelle serate del mercoledì ci si ritrovava nel club per seguire in televisione le partite di Coppa dei campioni, e nell’occasione Peppe organizzava anche una cena veloce a base di pizza e birra. Alla fine si mettevano a confronto pareri e idee per cercare di risollevare le sorti della nostra Avezzano che addirittura non aveva più neanche una sede ufficiale dove potersi riunire». Un altro aneddoto di questo sportivo verace lo cita Flaviano Fiasca: «Aveva fatto il voto di salire scalzo al santuario di Pietraquaria se l’Avezzano fosse riuscito a salvarsi e a conquistare la permanenza in serie D nel campionato 88/89. E la squadra centrò l’obiettivo seppure tra mille difficoltà, così che un bel giorno il buon Peppe decise di sciogliere il voto. Una mattina si recò ai piedi della montagna, si tolse le scarpe e iniziò a salire, ma non era più un giovanotto e soprattutto non era allenato a sufficienza, per cui all’altezza della curva delle castagne (circa metà percorso), stava decidendo di fermarsi e tornare indietro, ma quando si voltò e vide alle sue spalle gli amici che lo stavano accompagnando e che lo incitavano, ebbe un rigurgito di orgoglio e soffrendo come un vero sportivo, riuscì in qualche modo a portare a termine l’impresa». Un personaggio d’altri tempi Di Donato, dedito al lavoro e alla famiglia. Nel suo cuore, il biancoverde ha sempre occupato un posto di assoluto rilievo e non disdegnava anche la collaborazione all’interno dello stadio nelle domeniche in cui la sua Avezzano giocava tra le mura amiche. I funerali oggi, alle 15, nella chiesa di San Giovanni.