Addio Pulcini, storico farmacista Stamani i funerali a San Silvestro

9 Gennaio 2022

Fu a lungo presidente di Federfarma, nello scorso mese di novembre aveva perso il genero di 45 anni Malato da tempo, aveva avuto il Covid. Da poco l’attività aveva lasciato i container per la nuova sede

L’AQUILA. All’età di 86 anni è morto il dottor Giuseppe Pulcini, storico farmacista, già presidente di Federfarma L’Aquila. Nello scorso mese di novembre aveva perso il genero Fabrizio Lepidi, ricercatore di 45 anni. Un nuovo lutto colpisce la famiglia, la cui attività da poco tempo ha lasciato i container per trasferirsi nella nuova area commerciale di San Sisto. Malato da tempo, il suo corpo già minato aveva incrociato anche il Covid. I funerali saranno celebrati stamani alle 12,15 nella chiesa di San Silvestro. Dopo la liturgia esequiale il corteo funebre muoverà verso il cimitero di Castorano (Ascoli Piceno) dove riposerà.
«A nome della Municipalità aquilana, e mio personale», scrive il sindaco Pierluigi Biondi, «esprimo cordoglio per la scomparsa di Giuseppe Pulcini. Per anni riferimento della comunità che nei farmacisti vede risorsa e sostegno, nella quotidianità come nei momenti di difficoltà. Ai suoi cari, ai figli Rosella, Manuela e Francesco, ai nipoti, giungano le mie più sentite condoglianze». Cordoglio è stato espresso da Federfarma L’Aquila, Ordine dei farmacisti e Rotary Club L’Aquila.
Pulcini è stato un protagonista della vita cittadina. Componente del Rotary, storico “devoto” della più antica confraternita aquilana di Sant’Agnese, ha ottenuto, nel corso della sua longeva attività professionale numerosi riconoscimenti, tra i quali il premio “Fedeltà al lavoro, del progresso economico e delle imprese antiche della provincia” promosso dalla Camera di commercio.
Nel luglio del 2019 subì una rapina da parte di un giovane che era entrato con un coltello nel container della sua farmacia a San Sisto, portando via 600 euro.
Nell’occasione raccontò al Centro tutta la sua delusione: «Non è il danno, né la cifra, è una cosa che spaventa. Una cosa del genere non mi era mai capitata. Il 6 aprile ho aperto e ho dato le medicine a tutti quelli che lo chiedevano. C’era gente in accappatoio: se avevano i soldi bene, altrimenti prendevo un appunto sui foglietti. Sei mesi dopo sono venuti tutti a pagare».(cr.aq)