Trasacco

«Stanca di accudire le mucche», ecco perché è stata massacrata a calci dall’ex marito

15 Settembre 2026

La piaga delle violenze sulle donne. L’incredibile storia arriva da Trasacco. I dettagli sull’arresto di Attilio Cicchinelli (foto) alla stazione Termini di Roma e il movente della furia cieca

TRASACCO. A leggere i primi verbali che hanno portato all’arresto di Attilio Cicchinelli, il 52enne di Trasacco accusato di avere massacrato di botte la ex moglie, sembra di ritrovarsi catapultati in un’epoca buia e lontana secoli. Siamo invece nelle campagne attorno a Trasacco, in via Chiaffino, poche case e qualche stalla, alle prese con un’altra terribile storia di violenza sulle donne. Nella cucina di questa abitazione è esplosa l’ennesima lite dal motivo banale, come da verbale. La banalità sta nel fatto che la donna voleva cercarsi un nuovo lavoro, stanca di dovere accudire le mucche della propria azienda agricola. Attività a lei intestata, condivisa con l’uomo che 25 anni fa l’aveva condotta all’altare e che adesso l’ha ridotta in fin di vita. Un impiego fatto di sveglie prima dell’alba, di ritmi forsennati, di paghe misere e spese elevate. E poi pranzi e cene da preparare. Perché nonostante la fine del matrimonio c’erano quattro figli da accudire. La scuola, le bollette e tutto il resto. E quell’ex marito violento e spesso ubriaco diventato parecchio ingombrante. Com’è accaduto anche sabato scorso, quando F.F., 45 anni, originaria di Luco dei Marsi, è finita in ospedale con quattro costole rotte, un polmone collassato, lividi su braccia, collo e gambe, la milza asportata chirurgicamente. Resta intubata, in coma farmacologico, assistita dalla ventilazione meccanica. Stando all’ultimo bollettino della Asl provinciale le sue condizioni «sono critiche ma stabili». F.F. è ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Avezzano, diretto dal dottor Pierfrancesco Fusco, sotto stretto monitoraggio dei parametri vitali ed ematochimici. La prognosi resta riservata. Conseguenza dalla furia cieca di Cicchinelli. L’ha presa a schiaffi, gettata a terra, colpita con violenti calci all’addome e al petto. In ospedale, all’inizio, aveva riferito di essere caduta da cavallo. La verità è emersa solo dopo ore.

L’ARRESTO A ROMA

Attilio Cicchinelli è stato arrestato con l’accusa di tentato femminicidio (la pena prevista non è inferiore a 12 anni di reclusione), dopo una fuga durata un giorno intero. Aveva fatto perdere le proprie tracce dal tardo pomeriggio di sabato, allontanatosi in sella al motorino del figlio (poi abbandonato a Luco). L’ultima volta era stato avvistato nei pressi di un bar di via Monte Velino a Trasacco. Intorno alle 14 di domenica, dopo che i genitori della donna hanno presentato una denuncia nella caserma dei carabinieri, il telefonino di Cicchinelli era stato geolocalizzato nel comune metropolitano di Bologna. Verso le 21.30 due carabinieri agli ordini del luogotenente Antonio Calvacchi, comandante dei carabinieri di Trasacco, sono riusciti a mettersi in contatto con il fuggitivo, nel frattempo tornato in treno a Roma (da Ancona), convincendolo a costituirsi (era forse diretto oltre i confini nazionali). Alle 22.50 l’uomo è stato fermato in via Giolitti a Roma, non lontano dalla stazione Termini. Gli sono stati sequestrati i biglietti dei treni, il telefonino ed è stato accompagnato nel carcere di Avezzano. Oggi alle 10 l’udienza di convalida davanti al gip Mario Cervellino. Tre legali, finora, si sono rifiutati di assisterlo. Nelle prossime ore gli verrà assegnato un avvocato d’ufficio. L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato.

LA RICOSTRUZIONE

A mettere a verbale quanto accaduto sabato è stato il genero della ferita, M.D.M.. L’uomo ha raccontato di essere andato a casa dei suoceri attorno a mezzogiorno di sabato per pranzare con loro. L’aggressione è avvenuta nella cucina dell’abitazione. «Sono andato a comprare pane e pasta e ho lasciato mio figlio da loro» ha raccontato «al mio rientro trovavo mia suocera intenta a pulire il pavimento. Mio suocero, ho scoperto dopo, aveva fatto cadere un bicchiere durante una discussione. La lite è proseguita durante il pranzo. Mia suocera era intenzionata a chiudere l’azienda agricola per cercare un altro lavoro. Nel frattempo mio suocero ha iniziato a discutere anche con il figlio perché pretendeva che non andasse più a scuola in quanto, a suo dire, non serviva a niente. Nel frattempo mi sono allontanato ed ero arrivato quasi a Luco quando sono stato contattato telefonicamente da mio cognato che mi diceva che il papà stava picchiando la mamma. Sono subito tornato indietro e ho trovato mia suocera sul letto della camera, con una mano sul fianco. Mi chiedeva di essere accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Pescina. Una volta in ospedale, improvvisamente perdeva i sensi. Nel frattempo i medici hanno deciso di trasferirla ad Avezzano ma c’è voluta quasi un’ora perché mancava l’ambulanza. Nel tornare a Trasacco vedevo mio suocero fuori dal bar, prima che facesse perdere le tracce». Nel racconto emerge chiaramente che l’aggressore abbia fatto abuso di vino. Come accaduto anche in passato.

LA DENUNCIA

Nella mattinata di domenica la denuncia nei confronti di Attilio Cicchinelli è stata formalizzata dai genitori della donna aggredita. Sono stati loro a raccontare ai carabinieri che i due erano attualmente separati, dopo essere stati coniugati per 25 anni, ma che condividevano il lavoro dell’azienda agricola. Hanno raccontato di essere stati informati dell’aggressione da una telefonata del nipote, soltanto quando la donna era già in sala operatoria. E di essere corsi in ospedale, scoprendo dai medici che a causa delle lesioni riportate avevano dovuto asportare la milza, con complicazione anche polmonare, in quanto un polmone era collassato quale conseguenza delle costole rotte.

IL SOPRALLUOGO

Nella giornata di domenica, su disposizione del procuratore Cerrato, i carabinieri hanno compiuto un sopralluogo nell’abitazione dell’aggressione. Una volta rintracciato a Roma, l’indagato è stato dichiarato in stato di fermo «stante la situazione d’urgenza, supportata dai gravi indizi di colpevolezza e dal sopraggiunto pericolo di fuga».

COSA HA DETTO

L’uomo, ascoltato dai carabinieri, ha detto di non ricordare nulla di quanto accaduto, conseguenza dell’alterazione causata dall’abuso di alcolici. Al fermato è stato imposto il divieto di avere contatti con i familiari. Davanti al gip, oggi, dovrà dettagliare i motivi dell’aggressione e soprattutto chiarire se anche in passato si era reso protagonista di comportamenti violenti. Dovrà inoltre dire come ha raggiunto la stazione ferroviaria di Avezzano e se qualcuno l’ha aiutato nella fuga fino all’Emilia Romagna. Per ora non ha chiesto nulla sulle condizioni della donna ridotta in fin di vita, la madre dei suoi figli.

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