L’app non funziona e il capotreno lascia a piedi un ragazzo di 13 anni

Sulmona-L’Aquila. È un caso la vicenda di un 13enne che non è riuscito a mostrare il biglietto e non ha potuto viaggiare. A nulla è valso il tentativo di mediazione telefonica da parte della madre: «Io non parlo con nessuno»
SULMONA. L’app per generare il biglietto non funziona e il capotreno lascia a piedi un ragazzo di tredici anni. È accaduto ieri alla stazione di Sulmona, sul regionale delle 15.27 diretto all’Aquila, dove il minore avrebbe incontrato difficoltà legate al titolo di viaggio e al mancato funzionamento dell’applicazione. Una vicenda che ha destato preoccupazione soprattutto per l’età del passeggero. Il tredicenne, secondo quanto riferito dalla madre, aveva a disposizione un carnet regolarmente acquistato dalla famiglia, ma nel momento in cui avrebbe dovuto mostrarlo al personale di bordo l’applicazione non funzionava e non consentiva di visualizzare il titolo. Il ragazzo avrebbe quindi spiegato al capotreno, residente nel capoluogo adriatico, di avere acquistato il carnet, ma di non riuscire ad accedere all’app. Nel frattempo, i genitori cercavano di trovare una soluzione. «Ora chiamo a casa e vediamo di trovare una soluzione. Parla con papà», avrebbe detto il ragazzino al capotreno. Stando sempre alla versione della famiglia, il pubblico ufficiale avrebbe prima proposto al ragazzo di salire al bordo ma con l’applicazione di una sanzione amministrativa e poi avrebbe deciso di lasciarlo a piedi. «Io non parlo con nessuno», avrebbe risposto il capotreno chiudendo le porte del convoglio. Un atteggiamento che ha mandato su tutte le furie i genitori del minore e che avrebbe perfino turbato i passeggeri che hanno assistito alla scena. Secondo il racconto della madre, il carnet era stato acquistato, ma il malfunzionamento dell’app aveva impedito al figlio di poterlo mostrare correttamente.
La vicenda solleva anche interrogativi sulla gestione di eventuali problemi tecnici durante i controlli a bordo. Per il ragazzo, quello che doveva essere un normale viaggio sulla tratta Sulmona-L’Aquila si è trasformato invece in una situazione di apprensione, con i genitori costretti a intervenire per cercare di risolvere il problema.
La famiglia ora vuole fare chiarezza sull’accaduto, partendo proprio da quel momento alla stazione di Sulmona in cui le porte del treno si sono chiuse e il tredicenne si è trovato ad affrontare una situazione che, secondo quanto riferito dalla madre, era nata da un semplice problema tecnico.
Andremo a fondo. Non si possono chiudere le porte in faccia a un minore», insorge la madre del ragazzo che è stato portato all’Aquila dal padre una volta raggiunto alla stazione.
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