Pescara, attaccanti poco incisivi. Parigi ora vuole sbloccarsi

Delle 6 reti solo 3 sono arrivate dal reparto offensivo: Merola, D’Ausilio e Ferraris. L’Adriatico può essere un fattore positivo per il bomber rimasto ancora a secco. (Nella foto, Giacomo Parigi)
PESCARA. È un Pescara che davanti non riesce a incidere, soprattutto con gli attaccanti. Nelle prime quattro partite il bottino biancazzurro conta appena 6 gol: due contro la Vis Pesaro, tre contro il Forlì e uno contro l'Atalanta U23. Zero, invece, lo score contro il Ravenna.
L’aspetto curioso non è tanto il quanto, ma il come. Dei sei gol, solo tre sono degli attaccanti: quelli di Merola e D’Ausilio contro la Vis Pesaro all’esordio e quello di Ferraris contro il Forlì. Gli altri arrivano tutti dai centrocampisti: uno di Valzania, uno di Guccione e uno di Meazzi. Sintomo di un reparto offensivo che fatica a pesare sulla partita. Sicuramente sia Parigi, bomber da 14 gol a stagione, sia Inglese devono ancora entrare in condizione, ma è anche vero che il tempo stringe e il Pescara ha bisogno di qualcuno che la butti dentro con continuità. Parigi ha avuto diverse occasioni sia contro il Ravenna, al suo esordio, sia contro l’Atalanta U23, dove in almeno un frangente è andato molto vicino al gol.
Inglese ha giocato pochi spezzoni per risultare incisivo, anche se a Caravaggio il pallone giusto gli era arrivato: poi quel contatto dubbio in area di rigore lo ha destabilizzato e ha calciato alto. A complicare le cose, i compagni servono troppo poco l’attacco e in numero di occasioni create a fine partite rimane sempre esiguo. Contro il Gubbio, però, potrebbe arrivare il cambio di passo. Parigi vuole sbloccarsi a tutti i costi e l’apporto dei tifosi all'Adriatico potrebbe risultare decisivo.
Il Pescara, infatti, soffre in trasferta. I 4 punti raccolti finora - peggior partenza della storia del Delfino in serie C - sono arrivati tutti tra le mura amiche, mentre le due prestazioni definite “oscene” sono arrivate entrambe fuori casa.
Un aspetto su cui il tecnico Buscè sta lavorando per invertire un trend che, alla lunga, può rivelarsi decisivo. Per puntare alla promozione, obiettivo ribadito più volte anche dal presidente Sebastiani, è fondamentale sbloccarsi anche lontano dall'Adriatico.
Ma ci sarà tempo per focalizzarsi su questo: oggi le attenzioni sono tutte sul prato verde di casa. Il Pescara è chiamato a un veloce riscatto, quanto meno per non vedere scappare le prime della classe - lo Spezia primo è a 6 lunghezze.
C’è bisogno di dare una svolta a una stagione partita con il piede sbagliato e, soprattutto, di restituire entusiasmo a una piazza che, dopo la cocente retrocessione, spera di vedere un Delfino capace di risorgere dalle proprie ceneri.
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