Agguato all’ex moglie sotto casa: ferita a coltellate, il figlio la salva

30 Luglio 2021

Il 51enne disarmato dal giovane richiamato dalle urla della madre: è stato arrestato dalla polizia Folle giustificazione: non sopportava l’idea della separazione. Nell’auto anche una mannaia

SULMONA. L’ha aspettata sotto casa e a pochi metri dal portone del condominio l’ha aggredita sferrandole due coltellate al fianco e all’addome. L’intenzione era di ucciderla solo perché non sopportava l’idea della separazione. Non è riuscito a farlo perché la donna si è difesa con tutte le forze evitando che il suo ex la colpisse ancora e in modo letale. Tentato femminicidio dopo la mezzanotte in via Montesanto a Sulmona. Protagonista dell’aggressione un albanese, Aliko Hysen, di 51 anni che dopo essere stato disarmato dal più grande dei tre figli, accorso in aiuto della madre, è stato arrestato dalla polizia per il reato di tentato omicidio pluriaggravato. Ora la donna è ricoverata in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva. Il fatto è accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì, qualche minuto dopo la mezzanotte, in via Montesanto a Sulmona. In base alla ricostruzione fornita dal personale della squadra volante del commissariato di Sulmona, intervenuto sul posto e dai testimoni presenti, il 51enne, residente da tempo nel capoluogo peligno, avrebbe aspettato la moglie sotto casa e si sarebbe scagliato contro di lei colpendola con due fendenti al ventre con un coltello da caccia. Momenti concitati e di terrore con la donna che ha cercato di fuggire dalla furia assassina dell’ex marito, padre dei suoi figli, urlando con tutte le sue forze per richiamare l’attenzione del vicinato. Alle grida della donna tanta gente è scesa in strada. La coppia era in fase di separazione e per questa ragione l’uomo non viveva più con la sua famiglia, da quando il mese scorso era scattato il divieto del tribunale. Ad assistere alla scena i tre figli, richiamati dalle urla della madre, due minorenni e il più grande, maggiorenne, riuscito a immobilizzare e disarmare il padre, rimanendo a sua volta ferito a una mano nel corso della colluttazione che ne è seguita. Medicato in pronto soccorso è stato poi dimesso con una prognosi di dieci giorni. La donna, che ha 40 anni, è stata trasportata in ospedale da un’ambulanza del 118 e nella notte è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. La prognosi resta riservata, anche se in serata c’è stato un leggero miglioramento delle sue condizioni. La donna è vigile ma chiaramente scossa da quello che le è accaduto. Saranno decisive le prossime ore ai medici per sciogliere definitivamente la prognosi che per il momento resta ancora riservata. Tempestivo l’intervento della volante. Per i poliziotti si tratta di “un’azione criminale chiaramente premeditata” considerato anche il ritrovamento di una mannaia nell’auto dell’aggressore e le immagini riprese dalle telecamere del circuito di sorveglianza. Gli agenti hanno proceduto ad identificare l’uomo per tutti gli adempimenti del caso e lo hanno tratto in arresto in flagranza di reato. L’ipotesi di reato, come detto, è di tentato omicidio pluriaggravato. Dopo l’arresto l’uomo è stato rinchiuso nella camera di sicurezza del commissariato. Quindi, su disposizione del sostituto procuratore Stefano Iafolla che ha preso in carico il caso, il 51enne è stato trasferito nel carcere di Vasto da dove questa mattina si collegherà in remoto con l’aula 1 del tribunale di Sulmona per l’udienza di convalida dell’arresto. Il grave episodio oltre a sconvolgere il tranquillo quartiere che gravita su via Montesanto, ha scosso anche la numerosa comunità albanese presente in città che ha preso le distanze dall’accaduto. «Non sopportava l’idea di vivere lontano dalla moglie che considerava come una sua proprietà», racconta un connazionale che vuole restare anonimo per il timore di ritorsioni. «Negli ultimi tempi Aliko aveva iniziato a bere ed era diventato molto violento. E questo da quando il giudice gli aveva vietato la convivenza in famiglia. Lui che è stato sempre un grande lavoratore si era perso e chi lo conosceva molto bene, aveva manifestato il timore che potesse combinare qualche sciocchezza».
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