Al Munda le opere d’arte accessibili ai non vedenti

L’AQUILA. «Vogliamo rendere l’arte accessibile a tutti, e queste tavolette tattili rappresentano un passo importante verso la realizzazione di tale obiettivo»: così si è espressa Deborah Tramentozzi,...
L’AQUILA. «Vogliamo rendere l’arte accessibile a tutti, e queste tavolette tattili rappresentano un passo importante verso la realizzazione di tale obiettivo»: così si è espressa Deborah Tramentozzi, tiflologa dei Musei vaticani e collaboratrice del Munda, riguardo al percorso tattile della mostra “Il Maestro di Campo di Giove. Ricomporre un capolavoro”. L’esposizione, aperta fino al 3 settembre, propone tutte le tavolette del Maestro di Campo di Giove conosciute fino ad ora, tredici in totale, incentrate sul tema della conversione di Sant’Eustachio, più la statua del santo concessa in prestito dalla diocesi di Sulmona.
«È la prima volta in 120 anni che queste opere vengono riunite», spiega Raffaella De Nicola, portavoce del Munda. Dalla collezione pittorica sono state selezionate le tre raffigurazioni più emblematiche, che sono poi state fotografate, scansionate e stampate con stampante 3D in nylon. L’intero processo è stato diretto da Simone Rasetti, professore dell’Accademia di Belle arti dell’Aquila ed esperto in tecniche di modellazione 3D.
Le scene riprodotte sono i tre momenti principali della novella istoriata dal maestro: la conversione del santo, la legittimazione di Eustachio da parte dell’imperatore romano Traiano e il ricongiungimento del santo con la famiglia. «Toccare queste risoluzioni è come entrare nel quadro», dice Deborah mentre guida un’ospite della mostra attraverso la lettura tattile. «Per rendere possibile vedere con le mani, la stampa 3D è stata realizzata in maniera prospettica», chiarisce Tramentozzi, «quindi gli elementi più lontani risultano più piccoli al tatto».
Di una delle tre tavolette è stata ricostruita anche la cornice «così da poter fornire un’idea completa della collezione», spiega la tiflologa. «Siamo partiti da tre tavolette per una questione di budget», conclude infine Tramentozzi, «ma questo è solo l’inizio. Nei prossimi mesi avremo qui al Munda una riproduzione tattile del centro storico dell’Aquila».(u.c.)
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