Albero s’abbatte su un’abitazione Momenti di terrore per un’anziana

Il vento ha sradicato un grosso pino in via Pie’ le Pogge che ha quasi sfondato il tetto dell’edificio La testimonianza di una 82enne che era all’interno: ho pensato a un fulmine, ho avuto tanta paura
AVEZZANO. Tragedia sfiorata in via Pie’ le Pogge, dove un albero sradicato dal forte vento – su un terreno pubblico espropriato dal Comune un po’ di anni fa per un progetto poi rimasto sulla carta – è crollato sul tetto di un’abitazione, facendo vivere momenti di terrore all’anziana proprietaria: E.S, 82 anni. Poteva essere un disastro annunciato.
LA TESTIMONIANZA. «Ero davanti al camino, sentivo il rumore del vento, poi ho avvertito un forte boato», racconta l’anziana donna, ancora scossa per la brutta avventura, «pensavo che fosse caduto un fulmine. Così mi sono avvicinata alla finestra del tinello, l’ho aperta, ma poi la persiana era bloccata. Sono uscita e ho visto l’inferno, con quel gigantesco albero che era caduto sul tetto coprendo tutta casa. Per fortuna che in quel momento sulla strada non passava nessuno, altrimenti non so cosa poteva succedere: il gigantesco albero sradicato dal forte vento aveva travolto la recinzione in muro e ferro, scaraventando il tutto sull’intera sede stradale».
I SOCCORSI. Scatta la richiesta di soccorso al 118: sul posto arrivano i vigili del fuoco, muniti anche di un automezzo speciale arrivato dal comando dell’Aquila. «Sono stati impegnati fino alle 3 del mattino per liberare il tetto da quel gigantesco albero», aggiunge l’82enne, «che ha sfondato il cornicione, spaccato tegole e chissà quali altri danni ha fatto alla casa. È stata una notte da brivido». Alla luce del giorno dopo, il quadro all’esterno dell’abitazione e nel tratto vicino, dove è caduto un altro grosso albero, è ancora di estrema precarietà: la strada ancora invasa dal muro di cinta, recinzione e rami degli alberi tagliati dai vigili del fuoco, è interdetta al passaggio. Poteva essere un disastro annunciato. Quei pericolosi alberi di via Pie’ le Pogge erano noti da tempo al Comune, proprietario dei terreni «espropriati alcuni anni fa, perché volevano allargare la strada. Espropriarono le aree adiacenti alle case», aggiunge la donna, «però poi non hanno fatto più niente, mentre quelle piante sono cresciute a dismisura, senza che nessuno sia mai intervenuto per eliminare il pericolo e i tanti problemi supplementari. Le radici di quelle piante hanno intasato anche le fognature».
PERICOLO NOTO DA TEMPO. Insomma, una situazione di estrema precarietà evidenziata sia dalle crepe del muro di recinzione sia dalle segnalazioni degli ex proprietari della zona a rischio. «Abbiamo fatto presente il problema e il pericolo al Comune in tante occasioni, anche per iscritto», aggiungono i vecchi proprietari dei terreni espropriati dall’Ente, «ma nessuno si è mai degnato di intervenire per eliminare quella situazione di pericolo incombente ai margini di una strada comunale».
ESPROPRI DEL COMUNE. Ora l’esproprio, finito nel dimenticatoio, torna prepotentemente d’attualità: quell’albero crollato sulla casa di via Pie’ le Pogge, infatti, oltre alla grande paura e ai danni provocati all’abitazione di E.S, costretta a far riparare il tetto e il resto (con il conto finale destinato al proprietario del terreno, ovvero il Comune) riaccende i riflettori sul progetto messo in cantiere e poi rimasto sulla carta. Gli interventi di urbanizzazione primaria in via Pie’ le Pogge e via Liguria, sfociati nell’esproprio dei terreni, legarono le mani ai proprietari della palazzina, sia sul fronte della manutenzione sia della cura dell’area – che poi era il giardino della casa – mentre gli alberi di alto fusto sono cresciuti a dismisura, fino a cedere alla furia del vento. E stavolta, a parti invertite, nonostante i tanti solleciti degli ex proprietari delle aree espropriate a mantenere la proprietà ai margini della via nel decoro, il Comune di Avezzano ha fatto orecchie da mercante. Ora l’ente sarà chiamato a rispondere dei danni. Per fortuna soltanto a cose e non alle persone.
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