«Allievi condannati a una lunga diaspora E la politica tace»

Prosperococco: la sede di Pettino non sarà pronta a breve sarebbe stato meglio trasferire il Cotugno all’ex Optimes
L’AQUILA. «La diaspora degli studenti del Cotugno non è destinata a durare solo un altro anno, ma almeno due o tre».
L’allarme arriva dal comitato Scuole sicure, rappresentato da Massimo Prosperococco che spiega: «I lavori sull’edificio di Pettino non cominceranno prima di ottobre o novembre e dureranno non meno di 12 mesi. A settembre si finirà di espletare la gara e le opere ancora non sono state assegnate. Si tratta di calcoli di buon senso: siamo certi che il prossimo anno scolastico si ripresenterà lo stesso problema». Insomma, conti alla mano, secondo il comitato, potrebbero essere peggiori di quello che sembrano le conseguenze della sentenza del Tribunale amministrativo regionale di inizio mese che ha accolto il ricorso presentato da genitori e docenti contro la riapertura della scuola di via da Vinci, a Pettino.
SPEZZATINO. Una sentenza che di fatto costringe la Provincia a liberare l’edificio almeno per il prossimo anno scolastico. Anche sulla soluzione “spezzatino” che si prospetta a settembre il comitato si dice preoccupato: “I nostri ragazzi non hanno diritto a conoscere una scuola vera», aggiunge Prosperococco. «Non hanno diritto a laboratori, palestre, né a un luogo di aggregazione».
La soluzione, almeno per quest’anno, infatti, vede la divisione degli alunni della scuola su più edifici: tre musp, quello occupato fino allo scorso anno dalla Dottrina Cristiana, in via Madonna di Pettino, quello delle Micarelli in via Ficara è quello del Musicale a Collesapone, oltre alle altre aule che saranno reperite, come negli scorsi anni, all’interno degli altri istituti superiori nel polo di Acquasanta.
EX OPTIMES. «Non sarebbe stato meglio fare i lavori nella struttura dell’ex Optimes come più volte abbiamo proposto?», incalza Prosperococco. «In questo momento sarebbe stata l’unica scelta possibile per tenere unita la scuola». CASERMA ROSSI. Intanto, l’ex sindaco, Massimo Cialente, dalla sua pagina Facebook rilancia la soluzione, prospettata sin dal 2012, della realizzazione di un campus per le scuole medie inferiori alla caserma Rossi che, secondo lui, avrebbe potuto ospitare anche il Convitto “Cotugno” e il Conservatorio. Per legge, infatti, la caserma dovrebbe essere ceduta al Comune dell’Aquila. «In ogni caso si tratta di tempi lunghi», commenta Prosperococco. «Il problema anche così non avrebbe una soluzione immediata».
L’INDIFFERENZA. «Abbiamo incontrato tutti, di qualunque parte politica. Lo scorso anno il presidente della Provincia, Angelo Caruso ci aveva illuso che la sede di Pettino in tre mesi sarebbe tornata pienamente in funzione. Abbiamo sentito parlare di sollevare la scuola, lavorare mentre c’erano dentro gli studenti, di isolatori sismici, nuovi progetti. Niente si è concretizzato», conclude il rappresentate di Scuole sicure. «Con il sindaco Pierluigi Biondi ci siamo incontrati una sola volta, il 4 luglio dell’anno scorso. Ci aveva promesso che ci saremmo confrontati a scadenze regolari ogni 30 giorni. Mai più visto. Caruso idem. Siamo disarmati dall’indifferenza della politica».
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