Appalti, Anac sui lavori assegnati: «Violato il principio di rotazione»

L’autorità richiama il Comune su quattro ditte: una ha incassato 5,5 milioni in procedure senza bando Riscontrate anomalie nel triennio dal 2020 al 2022: «Sintomo di una carenza di programmazione»
L’AQUILA. Non solo gli appalti senza gara, ma anche la «violazione» del principio di rotazione delle ditte incaricate a eseguire i lavori. Anche in questo caso Anac – l’Autorità nazionale anticorruzione – parla di «anomalie» da parte del Comune dell’Aquila e richiama l’attenzione sul caso specifico di quattro aziende. Un di queste ha incassato 5,5 milioni di euro in otto mesi (da novembre 2021 a giugno 2022) in tutte le procedure negoziate senza bando; un’altra, invece, è risultata invitata e aggiudicataria di due procedure negoziate nell’arco di un mese «afferenti alla medesima categoria merceologica e di importo molto elevato» per un totale di 3,7 milioni. Altre due ditte, infine, invitate in tutte le procedure negoziate di maggiore importo, risultano affidatarie in un solo caso. Quanto basta all’autorità anticorruzione per definire il «configurarsi di violazione del principio di rotazione», oltre a quello del «divieto di frazionamento delle commesse». La rotazione delle ditte – sottolinea Anac – «assume valenza generale, valevole anche per gli affidamenti diretti, nei quali deve essere garantita l’effettiva possibilità di partecipazione alle micro, piccole e medie imprese ed evitare lo stabilizzarsi di rendite di posizione in capo ad alcuni operatori». L’autorità ha dunque riscontrato alcune «anomalie», pur evidenziato un «generale rispetto del principio di rotazione». C’è anche questo nella durissima nota inviata da Anac al Comune aquilano: un documento in cui l’anticorruzione ha parlato di «sintomi di una carente capacità programmatoria» e invitato l’ente a cambiare registro, «atteso il configurarsi della violazione del divieto di frazionamento». I consiglieri di minoranza hanno minacciato di portare le carte in Procura. Il fascicolo svela i numeri delle gare d’appalto indette da Palazzo Fibbioni nel triennio dal 2020 al 2022: 141 affidamenti diretti (pari al 58 per cento di tutte le procedure), 243 commesse di lavori, 94 procedure negoziate senza previa pubblicazione e 7 procedure a evidenza pubblica. Tra le carte, spunta un appalto per l’adeguamento alle norme antincendio di una scuola media dell’Aquila dal valore di 149.313 euro. Per Anac, «l’importo potrebbe essere stato artificiosamente ridotto al fine di far rientrare l’intervento nelle soglie massime per ricorrere all’affidamento diretto (150mila euro, ndr), con conseguente limitazione della concorrenza».Venti giorni più tardi, infatti, è stato avviato un altro appalto da 78mila euro. Un quadro, riferito al triennio dal 2020 al 2022, in cui l’autorità anticorruzione – guidata dal presidente Giuseppe Busia – parla di «sintomi di una carente capacità programmatoria» da parte del Comune.
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