Aria inquinata, scattano i divieti per attività esterne e alimenti

Dopo il rogo il commissario prefettizio Passerotti ha emanato un’ordinanza a tutela della popolazione Sopralluogo dei carabinieri del Noe, oggi i primi risultati Arta. La Procura indaga sull’eventuale dolo
AVEZZANO. Arrivano i carabinieri del Nucleo operativo ecologico per fare luce sull’incendio al Centro riciclo Casinelli, nel nucleo industriale di Avezzano. I militari del Noe hanno eseguito un sopralluogo e nei prossimi giorni consegneranno in Procura una relazione. Nel frattempo, in attesa dei risultati dell’Arta sull’inquinamento atmosferico provocato dal rogo, il commissario prefettizio di Avezzano ha disposto una serie di restrizioni.
I DIVIETI. Porte e finestre chiuse, niente biancheria stesa all’esterno e niente attività sportive all’aperto. Queste le disposizioni comunicate da Mauro Passerotti a causa dell’incendio nel Centro raccolta. L’Asl, che si avvarrà anche delle analisi sui campioni raccolti dall’Arta Abruzzo, dopo la nuvola di fumo che si è alzata a causa del vasto incendio che ha distrutto tonnellate di rifiuti differenziati, ha chiesto al commissario di adottare con urgenza fino al completo spegnimento del rogo le disposizioni che saranno in vigore fino a questa notte. È stata sospesa ogni attività lavorativa nelle aziende ricadenti nelle aree immediatamente adiacenti al luogo dell’incendio. Non si potranno consumare i prodotti degli orti se non abbondantemente lavati, sarà necessario tenere porte e finestre ben chiuse, non si potranno effettuare attività ludiche all’aperto per i bambini nelle strutture dedicate all’infanzia. Inoltre il commissario ha ricordato che non si potrà stendere biancheria all’esterno e si potrà sostare all’aperto solo per il tempo necessario evitando attività non indispensabili. È stata vietata anche qualsiasi attività all’aperto. Nel caso di ricaduta di ceneri è necessario lavare con acqua corrente terrazzi davanzali. Il dirigente del settore ambiente del Comune ha già comunicato alla Prefettura, al comando provinciale dei vigili del fuoco, al responsabile del distaccamento dei vigili del fuoco di Avezzano l’ordinanza che sarà valida fino a domani a mezzanotte.
I CAMPIONI. Un’ora e mezza dopo l’incendio sono state avviate tutte le procedure di analisi dell’aria su disposizione del direttore generale dell’Arta Abruzzo Maurizio Dionisio. È stata attivata l’unità ambientale di turno intorno all’1.30 e sono state eseguite due campionature con un aspiratore che immagazzina l’aria con l’obiettivo di capire se la combustione avesse riversato aria tossica nell’atmosfera. Un campione è stato prelevato a ridosso dell’incendio e uno più distante, entrambi in direzione del vento. Le analisi sui campioni prelevati sono ancora in corso. L’acqua utilizzata per le operazioni di spegnimento fortunatamente è stata raccolta nel piazzale antistante: un piccolo smottamento ha creato un tappo impedendone una pericolosa dispersione. Entro oggi dovrebbe essere resa nota la caratterizzazione dei rifiuti che sono bruciati per verificare se ci sia stata o meno dispersione di diossine e in che quantità. Il materiale che è andato in fiamme dovrebbe essere composto principalmente da carta, ma anche da plastica. Ieri è stato eseguito il terzo e ultimo campionamento dell’aria. Secondo l’Arta le condizioni atmosferiche della giornata di mercoledì, giorno successivo all’incendio, hanno prodotto una stagnazione dell’aria, contenendo quindi la dispersione dell’agente inquinante.
LE INDAGINI. Sulla questione delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Lara Seccacini e svolte dai carabinieri della Compagnia di Avezzano, si attende una relazione dei vigili del fuoco e una del Noe, che dovranno accertare se si sia trattato di un fenomeni di autocombustione oppure se l’incendio sia stato appiccato in più punti contemporaneamente. Secondo i primi accertamenti e secondo le testimonianze, il fronte del fuoco era subito molto vasto e comprendeva diverse aree del capannone. Ciò farebbe presumere che possa esserci più di un punto di innesco. L’imprenditore ciociaro Mario Casinelli ha sostenuto davanti agli inquirenti di non avere nemici e di non aver ricevuto minacce.
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