Arrestato il piromane dei boschi: rischia fino a dieci anni di carcere

Al 64enne di Scurcola Marsicana vengono attribuiti diversi incendi divampati nel comune di Magliano Decisivo il ritrovamento di un innesco nei pressi dell’A25. I roghi hanno causato danni all’ecosistema
MAGLIANO DE’ MARSI. È stato arrestato il presunto autore degli incendi avvenuti nelle montagne attorno ai Piani Palentini nel mese di marzo. I carabinieri della stazione forestale di Avezzano hanno eseguito ieri mattina un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi. Agli arresti domiciliari è finito Claudio Venturini, 64 anni, di Scurcola Marsicana, che deve rispondere dei reati di incendio e incendio boschivo. I militari hanno portato avanti indagini per risalire alle cause degli incendi, boschivi e non, che si sono sviluppati in diverse località del comune di Magliano de’ Marsi. Nel rogo che si era sviluppato in località Topanico, lo scorso 19 marzo, i forestali erano risaliti al 64enne, ritenendolo il probabile autore degli incendi. E già in quella occasione fu denunciato. Dopo le indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano, Elisabetta Labanti, il gip ha firmato l’ordinanza di arresto ai domiciliari. Per l’incendio avvenuto alla metà di marzo era andata in fiamme una superficie boscata di circa due ettari, composta in prevalenza da specie quercine e arbustive varie. Un danno importante all’ecosistema del territorio. La flora impiegherà diversi anni per riprodursi. Per spegnere le fiamme era stato necessario l’impiego di diverse squadre di vigili del fuoco di Avezzano, della Protezione civile di Magliano de’ Marsi e, a causa della zona di montagna impervia, erano dovuti arrivare due mezzi aerei. Anche molti volontari si recarono sul posto per collaborare allo spegnimento del rogo, tra cui il sindaco del Comune di Magliano, Pasqualino Di Cristofano. L’area di innesco, secondo i rilievi dei vigili del fuoco, era quella a poche centinaia di metri dall’ingresso dell’autostrada, tra il territorio di Magliano e quello di Scurcola Marsicana.
Il 64enne ora rischia una pena dai tre ai sette anni, aumentata fino a dieci anni per il reato di incendio boschivo. Le pene sono diminuite da un terzo alla metà nei confronti di chi aiuta concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nella ricostruzione del fatto. Un monito per tutti coloro che con le loro azioni arrecano danni gravi alla natura.
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