Arrivati in città i giovani ucraini: assegnati gli alloggi del Piano Case

29 Giugno 2022

Dopo un viaggio di 2.300 chilometri i ragazzi della Dinamo Kiev hanno raggiunto il capoluogo Ad accoglierli il sindaco Pierluigi Biondi. Nelle prossime settimane è atteso anche un altro gruppo

L’AQUILA. Dopo un lungo e tortuoso viaggio di 2.300 chilometri, i ragazzi della Dinamo Kiev sono arrivati all’Aquila. Il gruppo squadra – composto da 25 persone, tra giovani promesse, istruttori e genitori – è partito domenica dalla capitale ucraina e alle 5 della mattinata di ieri ha raggiunto il capoluogo di regione abruzzese. Aperti i cancelli dello stadio Gran Sasso alle 7 di mattina, i calciatori della Dinamo non hanno resistito e hanno iniziato a giocare a calcio a piedi scalzi. Il loro arrivo è stato organizzato da Pino Masci e dall’ex Diplomatica degli affari esteri dell’Ucraina Svitlana Ostapenko, in collaborazione con la Prefettura, il Comune dell’Aquila e la stessa L’Aquila 1927. Copromotore dell’iniziativa anche Boris Rabotnikov, capo allenatore della scuola calcio Orion che lavora a stretto contatto con la Dinamo. Rabotnikov ancora non è riuscito a ottenere il permesso per lasciare l’Ucraina, ma una volta in Italia potrebbe allenare in città.
L’obiettivo era, per l’appunto, quello di aiutare i ragazzi ucraini a uscire dal Paese coinvolto nel conflitto bellico con la Russia e allo stesso tempo, dare la possibilità di proseguire il loro percorso nel mondo dello sport. Nelle prossime settimane arriveranno altri ragazzi per un totale di 36 persone. Dopo una partitella al Gran Sasso, il gruppo si è recato nel Progetto Case di Roio, accolto dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi che ha consegnato di persona gli alloggi ai giovani. «La nostra gente conosce bene il valore della solidarietà e oggi continuiamo a restituire affetto, calore e accoglienza, nei confronti di chi è in difficoltà come lo siamo stati noi», dichiara Biondi sulla sua pagina Facebook. «Dopo aver dato rifugio a ragazze e ragazzi ucraini e a famiglie afghane, anche questa volta L’Aquila dimostra la sua vicinanza a chi fugge dagli orrori delle guerre. Sempre dalla parte della vita e della pace, continuando a operare affinché chi ha bisogno di sostegno non venga mai lasciato indietro».
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