Assegnati i lavori per la chiesa delle Clarisse

22 Settembre 2021

Paganica, via libera del Segretariato regionale beni culturali al restauro di Santa Maria del Carmine

L’AQUILA. Il Segretariato regionale per i Beni culturali ha affidato, nei giorni scorsi, alla società Visan srl i lavori (per un ammontare complessivo di circa 500.000 euro) di adeguamento impiantistico e restauro della chiesa di Santa Maria del Carmine (Monastero delle Clarisse) di Paganica.
La chiesa di Santa Maria del Carmine di Paganica fa parte del complesso dove dal 1997 (dopo il trasferimento dal centro storico dell’Aquila) ci sono le suore Clarisse, la cui presenza all’Aquila risale 1447 data in cui la Beata Antonia da Firenze e San Giovanni da Capestrano, fondarono il Monastero dell’Eucarestia, che fu chiamato successivamente di Santa Chiara povera.
La chiesa viene anche chiamata di “San Bartolomeo” associandola a un edificio sacro più piccolo – che si trova proprio a fianco a quello del Carmine – che invece è statogià restaurato e che oggi viene utilizzato dalle Clarisse per le cerimonie religiose e all’interno del quale ci sono i resti mortali della Beata Antonia.
Il complesso dove oggi ci sono le suore Clarisse nacque come convento francescano, tanto che ancora oggi, a Paganica, la zona è indicata come quella dei “frati”.
A fianco c’è ancora un campo per calcio e rugby che è stato utilizzato a lungo dalle compagini sportive locali. Il convento, come scrivono gli storici «fu fondato dalla volontà tenace di padre Luigi Presutti da Pratola Peligna nell’anno 1887, a fianco all’antica chiesina di San Bartolomeo apostolo. Fu portato a termine a tempo di record nell'anno 1888. Il primitivo programma era quello di usare l’antica chiesina come chiesa conventuale, ma difficoltà locali non lo permisero per cui si decise l’erezione anche della nuova chiesa dedicata alla Madonna del Carmine la cui prima pietra fu benedetta nel settembre del 1907 e i cui lavori furono portati a termine nell’anno 1908. La chiesa fu consacrata e aperta al culto il 4 agosto del 1912 da monsignor Giovanni Garigliano, allora reggente della Diocesi aquilana, alla presenza del cardinale Diomede Falconio, francescano abruzzese».
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