Atteso lo sblocco di quaranta cantieri nel territorio comunale di Montereale

5 Dicembre 2019

A Montereale – al centro di un territorio martoriato addirittura da quattro terremoti in poco meno di un decennio, nel 2009 L’Aquila, nel 2016 Amatrice e poi Norcia e, nel gennaio 2017 le tre forti...

A Montereale – al centro di un territorio martoriato addirittura da quattro terremoti in poco meno di un decennio, nel 2009 L’Aquila, nel 2016 Amatrice e poi Norcia e, nel gennaio 2017 le tre forti scosse dell’Alto Aterno – sotto l’albero si attende la ricostruzione. Il sindaco Massimiliano Giorgi, forse per la prima volta, si mostra fiducioso. «Forse stavolta qualcosa si muove». Fino a qualche settimana fa il discorso si bloccava inesorabilmente sui due cantieri di ricostruzione che erano stati appaltati a Montereale. Due cantieri. Due soltanto. «A primavera dovrebbero partirne una quarantina, e alcuni aggregati di Montereale». È molto o è poco? «È pochissimo», fa osservare Giorgi. «Nessuno sa quanti saranno alla fine i cantieri che dovranno essere aperti per ricostruire questo territorio. Visto che la ricostruzione era ferma, in molti non si sono neanche preoccupati di presentare le pratiche». La domanda è d’obbligo. Quaranta cantieri sono meglio di niente, segno che le norme sul terremoto 2016 stanno iniziando a funzionare? «Magari...A volerla dire tutta, i cantieri in arrivo sono stati quasi tutti aperti con la normativa del terremoto dell’Aquila, quella del 2009». La benedizione dei lavori alla galleria di Marana di Montereale è appena terminata, il tempo di festeggiare con le maestranze. «Ma alle 15 devo andare via», si scusa Giorgi. «Mi aspettano a un tavolo tecnico, una riunione a Fossa. Stiamo discutendo di macerie, a tre anni dal sisma stiamo ancora cercando di capire dove portarle. Facciamo una riunione ogni dieci giorni dove noi sindaci portiamo i nostri mille problemi. Devo dire che però, riunione dopo riunione, qualcosa sta iniziando finalmente a funzionare». (r.p.)