Avezzano, giovane uccisa e gettata in un fosso

6 Maggio 2012

Forse massacrata di botte o investita: mistero su un'auto bruciata, ritrovata una borsetta. La donna (nella foto) lavorava in un locale della Valle Roveto. Era sparita da giovedì

AVEZZANO. «C'è una donna morta in un fosso». Sono le 14,15 quando la concitata voce di un passante chiama la sala operativa dei carabinieri di Avezzano. Comincia da qui il mistero di Cese, frazione alle pendici del monte Salviano. Quel corpo disteso tra il verde dei Piani Palentini, a piedi nudi, con indosso un paio di pantaloni neri, la maglietta leggermente sollevata è di Mariana Marku. Scomparsa da giovedì. Aveva 30 anni. A Natale dell'anno scorso era arrivata dall'Albania. Lavorava in un locale notturno di Civitella Roveto.

Agli inquirenti, coordinati dal capitano dei carabinieri Michele Borrelli, basta poco per capire che si tratta di un omicidio. «È l'ipotesi privilegiata» conferma anche il sostituto procuratore di Avezzano, Guido Cocco. Che aggiunge: «Il corpo presenta varie ecchimosi, non ci sono lesioni da arma bianca o da fuoco».

Il cadavere della donna è stato scaraventato al di là del guard-rail di via Pietro Marso. All'arrivo del medico legale si scoprirà che ci sono anche fratture a un braccio, a una gamba e una ferita alla testa. Altre conferme potrebbero arrivare dall'autopsia affidata all'anatomopatologo Cristian D'Ovidio. Esame che forse verrà eseguito tra oggi e domani.

Nel campo sono state trovate le scarpe e la borsetta della donna, sequestrate dai carabinieri del Reparto operativo dell'Aquila. Tre le ipotesi degli investigatori. La giovane potrebbe essere stata massacrata di botte. O forse potrebbe essere stata investita e uccisa al culmine di una lite (in una delle ferite ci sarebbero anche frammenti del vetro di un'auto). Non si esclude neanche l'investimento da parte di un'auto pirata, anche se il medico legale farebbe risalire la morte a 48 ore prima (il giorno della sparizione?), mentre il corpo sarebbe stato abbandonato in zona in un periodo successivo (venerdì?). Anche per questo, ieri, la strada è rimasta chiusa al traffico per 7 ore. I rilievi si sono conclusi dopo le 21.

Ieri mattina, il fratello della vittima, Valentino, ha denunciato la scomparsa di Mariana al commissariato di polizia di Avezzano. Dunque poche ore prima del ritrovamento del corpo. La donna, madre di un bambino di 11 anni, viveva in una casa di Cese proprio con il fratello e la cognata. Prima di trasferirsi nella Marsica aveva lavorato in un locale di Alatri (Frosinone). Da qualche mese era impiegata all'Orchidea blu di Civitella Roveto. Il fratello, il gestore del locale e una collega di lavoro sono stati ascoltati dai carabinieri per ricostruire le ultime ore di vita di Mariana Marku. Verranno esaminati anche i tabulati del telefonino della giovane.

Ma per chiarire il giallo c'è da capire se c'entra qualcosa la carcassa della Mercedes trovata giovedì sulla stessa strada e a non più di 300 metri dal punto in cui ieri è stato scoperto il corpo senza vita. Un'auto ridotta a un tizzone, parcheggiata sul ciglio di via Pietro Marso e poi bruciata. Qualcuno voleva nascondere qualcosa? Una strana coincidenza? La Mercedes, sotto sequestro in un deposito di Trasacco, è risultata rubata qualche giorno fa a Cerveteri (Roma). Sull'auto, ieri pomeriggio, la Scientifica ha eseguito nuovi rilievi. Perché per gli stessi carabinieri sembrano troppi due misteri per non fare sembrare assurda una coincidenza simile nella piccola Cese.

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