Avvocati, sì a una controriforma: passo per la salvezza dei tribunali

11 Gennaio 2023

Parlano i quattro aspiranti presidenti all’Ordine forense: «Bene le parole del viceministro Delmastro» Ma per Ponziani, Simonelli, Di Mizio e Di Pietro serve un rapido adeguamento delle piante organiche

AVEZZANO. Per i quattro candidati alla presidenza dell’Ordine degli avvocati della Marsica, le recenti affermazioni del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, sul fallimento della legge taglia-tribunali del 2012, rappresentano l’occasione giusta per ottenere la salvezza della struttura giudiziaria di Avezzano. «Apprendiamo con soddisfazione l’intenzione del nuovo esecutivo di rivedere la legge che aveva riformato la geografia giudiziaria», afferma Guido Ponziani, «essere rimasti aperti fino a oggi è sicuramente un vantaggio che, nell’immediato futuro, dovremo saper sfruttare al meglio. Noi come lista abbiamo da tempo pronto un documento con il quale evidenziamo tutte le criticità di una riforma che, a distanza di 10 anni, non ha portato alcun beneficio. Siamo pronti a documentare», evidenzia Ponziani, «statistiche alla mano, come la riforma sia stata un fallimento. È altrettanto vero, però, che un tribunale deve essere messo nelle condizioni di funzionare al meglio ed è per questo che ci siamo prefissi l’obiettivo di far riaprire le piante organiche, così che il nostro tribunale possa confermare la crescita che i numeri documentano».
L’avvocato Eleuterio Simonelli giudica «importanti» le parole del sottosegretario. «Le sue affermazioni», spiega, «corrispondono a quanto riferitomi in un incontro a porte chiuse al ministero il 14 dicembre scorso. Sono perfettamente fondate sulla realtà fattuale: la sciagurata riforma voluta dal governo Monti non ha contribuito a ridurre le spese della giustizia e neanche a rendere più celere la risposta di giustizia ma ha sortito un effetto perverso allontanando la stessa dai cittadini. Serve invece maggiore legalità, per cui siamo soddisfatti della presa di posizione del governo che, oltre che giusta e condivisibile, rappresenta quella soluzione per la quale tanti colleghi, tanti amministratori ma anche tanti cittadini comuni si sono battuti negli anni. Il tribunale della Marsica», conclude Simonelli, «è il tribunale di tutti, non è solo un presidio di legalità ma anche un volano economico, un tesoro storico, culturale e identitario da custodire».
In linea con la posizione del governo, l’avvocato Antonio Di Mizio. Che definisce «sacrosanta» la battaglia avezzanese. «Il mondo politico», afferma riguardo alle dichiarazione del numero due di Palazzo Piacentini, «si è reso conto che la soppressione dei tribunali, cosiddetti minori, è stata una scelta fallimentare. La determinazione del governo di rivedere la geografia giudiziaria porta alla ribalta nazionale la nostra decennale e sacrosanta battaglia. Con rinnovato e maggior impegno, imposto dal delicato momento», sottolinea Di Mizio, «ci adopereremo, insieme alle forze politiche e alle attività sociali ed economiche, per evitare la paventata chiusura».
«Le recenti iniziative di esponenti della maggioranza parlamentare», tiene a sottolineare l’avvocato Roberto Di Pietro, «fanno finalmente trasparire una chiara volontà politica di rivedere la riforma della geografia giudiziaria del 2012 che si è rivelata nel tempo dannosa per cittadini e imprese e non ha portato i risparmi di spesa ed i miglioramenti di efficienza auspicati. Il fatto che anche le minoranze parlamentari hanno svolto iniziative nello stesso senso», continua l’aspirante presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati, «porta a ritenere che si possa rapidamente procedere a tale revisione. Previa la concessione di una proroga di almeno tre anni della chiusura dei tribunali sub provinciali abruzzesi», auspica Di Pietro, «la nostra regione e in primis Avezzano beneficeranno di questo cambiamento e sicuramente si riuscirà a mantenere aperto il tribunale marsicano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA