Azienda di Sulmona “alimenta” le auto ibride della Toyota

21 Giugno 2015

La Soave progetta le moderne pensiline a energia solare Pasquarelli: ricerca e innovazione sono la nostra forza

SULMONA. Non solo lacrime e crisi. In Valle Peligna ci sono anche raggi di sole. Come nel caso della Soave Energia Projet, azienda peligna che ha stretto un accordo commerciale con la casa automobilistica Toyota che affiancherà in tutte le iniziative previste in Italia per la presentazione della Mirai, una nuova auto a basso impatto ambientale. Il colosso nipponico, infatti, è stato conquistato dalle pensiline ideate e prodotte dalla Soave Energia Projet e ha avviato la collaborazione in occasione del debutto in Italia, nei giorni scorsi a Genova, della nuova auto ibrida. Un progetto al quale ha partecipato anche Augusto Teneggi di Reggio Emilia, partner della Soave Energia Projet.

L’innovazione della pensilina dell’azienda peligna è il tetto fotovoltaico: l’auto è ricaricata da energia ricavata totalmente da fonti rinnovabili.

«Una ricarica green al 100%», spiega Armando Pasquarelli, amministratore unico dell’azienda che si occupa soprattutto di ricerca e innovazione su fotovoltaico, eolico e idroelettrico, «anche il design è molto accattivante e consente di parcheggiare agevolmente». La struttura, totalmente realizzata in acciaio, è lavorata con il taglio a laser e priva di tralicci e tiranti, quindi rappresenta anche un elemento di arredo urbano. Avviare la collaborazione con Toyota, azienda automobilista da sempre sensibile alle tematiche ambientali, ci riempie di soddisfazione».

Pasquarelli è un ambientalista consapevole, il suo scopo è utilizzare la tecnologia per “consumare” meno e costruire un futuro migliore. Nel suo ufficio non mancano modellini di automobili parcheggiate sotto piccoli prototipi di pensiline con il tetto fotovoltaico, oppure piccole pale eoliche da posizionare in spazi ridotti per produrre anche quantità di energia inferiore rispetto a un parco eolico.

«Appare illogico», sottolinea l’amministratore, «ricaricare l’auto elettrica utilizzando una colonnina che è alimentata con energia prodotta da combustibili fossili, cioè il petrolio, bisogna avere il coraggio di invertire la rotta». E la pensilina scelta da Toyota è caratterizzata dalle “Tre E”, ovvero easy parking (parcheggio facile), ecologic mobilità (mobilità verde) ed electric parking, parcheggio con ricarica elettrica.

«Il momento è difficile per tutti i settori», riprende Pasquarelli, «ma siamo convinti che offrendo un prodotto di qualità e puntando su ricerca e innovazione si riesca a trovare spazio nel mercato. Il settore delle energie rinnovabili, nonostante annunci e promesse, non è sostenuto da incentivi statali e, comunque, non è valorizzato come dovrebbe». Tanti, troppi gli interessi che ruotano intorno all’oro nero. «Indubbiamente è così, in Italia il petrolio non serve», continua Pasquarelli, «e con gli investimenti necessari il Paese potrebbe essere autosufficiente sotto il profilo energetico sfruttando le energie rinnovabili. Invece, si pensa a trivellare l’Adriatico: uno scempio inutile per l’ambiente e che rischia di mettere a repentaglio il futuro di tutti i Paesi che vi si affacciano».

L’amministratore unico della Soave Energia Projet riflette anche sul futuro della mobilità nazionale. «È necessario cominciare a pianificare un nuovo sistema meno impattante per l’ambiente. L’80% degli automobilisti percorre meno di 100 chilometri al giorno, una distanza che può essere coperta da qualsiasi mezzo elettrico con un considerevole risparmio economico e ambientale». Finora, però, il prezzo di una vettura elettrica resta alto rispetto a quello di una alimentata con i carburanti tradizionali. «Per questo è fondamentale», conclude, «puntare sull’elettrico perché soltanto l’aumento delle vendite potrà abbassare i costi. Noi operiamo nel settore delle energie rinnovabili da anni. Le stesse imprese possono abbattere i costi risparmiando sulle spese energetiche. Invece, purtroppo, quando si parla di tagli ci si concentra solo sulla riduzione del personale».

Chiara Buccini

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